Occhio ai viaggi esotici sapete a cosa andate incontro ? Vanda Perini

Viaggio: sapete a cosa andate incontro?
In autunno, nove persone su dieci sognano posti esotici. Ma vi siete mai chiesti quali sorprese può riservare una gita sul Mekong o un safari in Africa? Lo psicologo Vanda Perini parla di paure inconfessabili e repulsioni indomabili

Alle prime avvisaglie di cielo grigio, di brume e piogge, dell’umidità che si fa strada tra le ossa, dei primi raffreddori, il desiderio di partire arriva. Mai sazi di viaggi fantasticati dove il sole si offre senza preclusione stagionale: atolli maldiviani, spiagge keniote, tramonti brasiliani, safari al caldo d’Africa, cieli stellati di terre lontane che annunciano notti cariche d’eternità. L’inverno richiama al silenzio, ma la stagione di mezzo, l’autunno, mette tutti in ginocchio e 9 persone su 10sognano la fuga. Ma nel sognare nessuno fa mai i conti con la complessità delle specie presenti in natura nei luoghi “esotici”. Mi riferisco in particolare agli insetti, i piccoli mostri che, inaspettatamente, temiamo.

Quest’estate un’incauta farfalla si è posata sull’abito di una signora con la quale stavo chiacchierando. Appena se ne è accorta, è sbiancata in volto: “ Oddio, sono terrorizzata dalle farfalle”. L’ignaro lepidottero, la cui vita è fragile e leggera, aveva ali venate d’azzurro, come raramente se ne vedono in Nord d’Italia. Dunque: se persino un’innocua farfalla mette paura, vi siete mai chiesti mentre sognate a occhi aperti quali sorprese può riservare un’escursione sulle rive del Mekong o una romantica vacanza in Rajasthan?

Raramente il desiderio di viaggi esotici si sposa con talune inconfessabili paure, legate (come ho già detto nel tema della paura del volo), anche a visioni che, nell’immaginario, hanno distorto la pericolosità di talune specie. Motivo per cui millepiedi, coleotteri, bruchi, grilli, cavallette, mosche, vespe rischiano di trasformare il sogno in incubo. Figurarsi poi se si aggiungono le zanzare (responsabili della malaria) e i ragni, guardati da tutti con un’indomabile repulsione. In quest’ultimo caso servirebbe a poco raccontare la storia di Aracne, figlia di Idmone di Colofone, abile tessitore, trasformata in ragno da Atena solo perché aveva osato superarla nella trama di un ordito. La paura paralizza al sol pensiero, ma la natura offre interessanti metafore.

Viaggiare significa anche questo, fare i conti con le paure che possono anche essere tenute a bada preparandosi, studiando la complessità dei luoghi da raggiungere. I pericoli, in generale, se si conoscono si evitano. Guardate i bambini che con mostri orribili e ripugnanti ci giocano, come fossero un antidoto di cura preventiva. La contromossa è aprire un tomo di scienze naturali, di zoologia o di entomologia e sfogliarne le pagine con disgusto, per riportare alla mente una serie di conoscenze che permettono, una volta in viaggio, di riconoscere un ragno pericoloso da uno innocuo. La paura si fronteggia con la conoscenza. Milan Kundera, scrittore di fama, sostiene che la paura è nel futuro e solo chi si è liberato del futuro non ha più nulla da temere. Viaggiare serve sempre, non fosse altro che per guardare in faccia l’ignoto. Ma se la paura dovesse (malauguratamente) persistere, allora è arrivato il momento di domandarsi: nell’incontro con una realtà sconosciuta temiamo l’altro o la nostra incapacità di reagire?

Vanda Perini da corriere.it

One thought on “Occhio ai viaggi esotici sapete a cosa andate incontro ? Vanda Perini

  1. Carissima Wanda,

    quasi per caso ho trovato traccia della tua collaborazione a Dove. si, lo so, collabora da anni. scusami ma finora non avevo letto nulla. ti faccio i miei complimenti!! ma come fai a trovare il tempo per tutte le tue attività!!
    un abbraccio. con affetto.

    luisella

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