Nuova Moda l’aperitivo al Museo

Milano, Torino e Bologna: vino e design

Sorseggiare un bicchiere di vino con vista privilegiata sui tetti della capitale, godersi uno spritz nel giardino del Peggy Guggenheim o un prosecco in un ex forno del pane.
Il tutto grazie a bistrot, caffetterie, ristobar, spesso subappaltati a chef di grido e allestiti nelle gallerie d’arte. Che entrano nei circuiti della movida, attirando un numero crescente di persone, in particolare giovani. Con l’obiettivo di avvicinare nuovi target a un museo vissuto anche come punto d’incontro per una pausa o per serate, musica, cene, shopping.
Al Guggenheim di Venezia, l’aperitivo in terrazza ha debuttato nel maggio 2009, con un esordio di basso profilo: solo Facebook e sottobicchieri creati ad hoc, distribuiti nelle biblioteche e nelle aule universitarie.
Risultato? Il passaparola ha portato nelle prime quattro serate 400, 800, 1200 e infine 1400 persone. Che con 7 euro hanno potuto bere due spritz con sottofondo musicale, visitando la raccolta permanente e una mostra. La formula dell’Happy spritz, in collaborazione con Aperol, ha funzionato ed è stata riproposta quest’anno, con una media di mille partecipanti a sera, ed è in programma anche per il 2011.
Perfetto invece per uno spuntino o un lunch, Palazzo Grassi Cafè, sempre nella Serenissima. Gestito da Irina Fregia del Vecio Fritolin, propone ricette veneziane di alto livello, come l’immancabile baccalà mantecato, o piatti ispirati all’arte.

La Triennale di Milano.

A Milano la Triennale organizza gli aperitivi il giovedì e venerdì sera, includendo, in una cifra che varia fra gli 8 e i 13 euro, la visita a una rosa di cinque o sei rassegne aperte in contemporanea e la tappa al Design cafè, con le specialità di Carlo Cracco, nome di punta della cucina italiana.
Il tutto, fra pezzi d’arredo made in Italy e banconi a isola che ospitano le esposizioni tematiche del Triennale Design museum. Un pacchetto che, da gennaio a metà novembre di quest’anno, ha tentato oltre 8 mila persone. Il Bistrot della Triennale Bovisa è aperto invece fino alle due di notte, per una miscela di arte, cultura e intrattenimento al ritmo dell’Havana Club.
Nel cuore di Torino Palazzo Madama vanta invece biblioteca, libreria, sala relax e, naturalmente, il Caffè Madama: qui è possibile accostarsi a prelibatezze torinesi come l’aperitivo dei fratelli Carpano, a base di vermut, barolo chinato e gianduiotti. Con Aper in mostra il museo offre l’opportunità di abbinare a un assaggio il piacere di un percorso guidato per la rassegna del momento, richiamando quasi 200 persone per volta, in un complesso visitato anche da 1200 appassionati al giorno.
E non è tutto. Perché Fuori Orario offre addirittura la visita notturna al palazzo, in occasione di buffet o cene a tema, scelte per meeting aziendali, matrimoni, feste di famiglia. Al MamBo di Bologna l’apericena internazionale all’Ex forno è diventata una tappa fissa che tutti i giorni, tranne il lunedì, attira 70 – 80 persone, con picchi di 200 aperitivi a serata.
Atmosfera casalinga, musica bassa, possibilità di chiacchierare o di leggere anche la sera tardi: ecco il mix che fa funzionare un locale il cui fascino è legato a mobili vintage, sedute di Alvar Aalto e divani di design. E, non ultimo, alle portate di pasta, riso, cous cous, insalate, piatti caldi e freddi.

Roma di certo non rimane a guardare. Al Macro, agli aperitivi di settembre, per Macro Video Drink, con proiezioni di video arte e happy hour nella hall del museo, hanno partecipato più di 3 mila persone a serata.
Altri locali della movida romana? L’Open Colonna, all’interno della Serra del Palazzo delle Esposizioni, ma con un ingresso a parte, dove lo chef Antonello Colonna prepara aspic di zucchine e salmone, pollo e peperoni o sapori forti come “cacio e pepe”, da gustare in una terrazza affacciata sulla Città Eterna.
Il Caffè delle arti di Roma, nel cuore di Villa Borghese, occupa un’ala della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea e punta sul piacere della conversazione, magari davanti a un tè con piccola pasticceria. Poi c’è l’appuntamento del giovedì musicale alla caffetteria capitolina, presso palazzo Caffarelli, con una vista d’eccezione sulle cupole, sul Foro romano, sul Gianicolo.
Il Madre di Napoli, invece, ha messo a punto nell’ultimo anno e mezzo una tappa domenicale a 10 euro: dalle 18.30 in poi visita al museo e aperitivo. Un evento che ha funzionato e che, quindi, si conta di riproporre, nonostante le difficoltà economiche del momento.
È un must anche la Galleria d’arte moderna di Palermo. Da alcuni mesi, il Gourm Art registra il tutto esaurito quasi ogni sera con menù a tema sotto i 40 euro che, nel mese di dicembre, si ispirano alla Belle Epoque. Il locale ha una quarantina di coperti che possono arrivare a 60 con gli spazi esterni del cortiletto, subappaltato allo chef Costantino Guzzo. Di giorno, propone piatti espressi e caffetteria per chi è in visita al museo.


di Stefania Romani da lettera43.it