Non ci sarà nessuna riconversione della centrale di porto Tollebisogna ripensare il turismo del parco del Delta del Po

di | Marzo 17, 2012

“La riconversione? Un grande bluff Il turismo è la risorsa del territorio”
Il nodo carbone”Mainardi confonde il congresso Pdl con una rimpatriata fra amici”
Il coordinatore provinciale del Pdl, Mainardi: «Serve un futuro diverso»

L’uomo del fare, il coordinatore provinciale del Pdl, Mauro Mainardi, preferisce che la riconversione a carbone della centrale Enel non si faccia. Il consigliere regionale getta la maschera e dice apertamente quello che in fondo ha sempre pensato.
«I nodi alla fine vengono sempre al pettine e così sta succedendo anche per la centrale di Porto Tolle. Finalmente abbiamo capito che Enel non ha in mente nessuna riconversione a breve termine e che in questi anni abbiamo assistito a un grande bluff, architettato da chi aveva tutto l’interesse ad alimentare false aspettative. Per questo dobbiamo voltare pagina e dire una volta per tutte che l’area del Delta ha bisogno di un progetto di sviluppo diverso, dove turismo e cultura del territorio vanno di pari passo. E’ questa la nostra vera ricchezza».
A dirlo è il consigliere regionale del Pdl Mauro Mainardi, all’indomani della diffusione del piano degli investimenti di Enel per il 2012-2016 nel quale non c’è più traccia di un budget per la conversione della centrale.
«Più volte sono stato attaccato perchè non mi esprimevo sulla questione. Ora, posso dire con tutta serenità, che me ne sono stato fuori perché non ho mai creduto che Enel potesse investire due miliardi e mezzo di euro su Porto Tolle. Insomma, non volevo prestare il fianco a una strumentalizzazioni e speculazioni sulla pelle dei lavoratori. Una grande bolla, ma anche ‘balla’, di sapone, un modo per creare false aspettative».
«Soprattutto nell’ultima fase del dibattito mi hanno amareggiato alcune prese di posizione più di altre. Ho trovato sconcertante e irresponsabile la posizione dei vertici del Parco del Delta pronti a ospitare una centrale nel cuore dell’area protetta. Ma ripeto, non sono intervenuto perchè sapevo che sarebbe stato del tutto inutile», prosegue Mainardi.
«Ma non voglio solo togliermi qualche sassolino dalle scarpe. Piuttosto voglio guardare al futuro con spirito pratico» riprende il consigliere regionale, convinto che la zona del Delta debba pensare a una strategia di sviluppo ben precisa: «Parlare di turismo e territorio non significa riempirsi la bocca come sostengono alcuni sindacalisti, piuttosto significa puntare sulla nostra vera ricchezza che è l’ambiente. Il Delta deve fare un salto di qualità e credere in questa risorsa», sottolinea Mainardi.
«Innescare un circolo virtuoso, con una strategia vera, creerà molti più posti di lavoro di un potenziamento della centrale, senza contare la migliore qualità della vita dell’intero territorio e dei suoi cittadini».
Da qui l’appello a uscire dai soliti schemi “ideologici”: «Qualcuno mi darà dell’ambientalista, in realtà sono definizioni che non mi interessano. Concentriamoci su quello che si può fare partendo dalle nostre capacità e non da un investimento futuribile e calato dall’esterno. Sforziamoci a cambiare le cose, e volere un futuro diverso».
Dunque Mainardi esprime apertamente la sua opinione. Ma del resto si era capito che in fondo non era lontano da queste idee già quando, nel luglio scorso, non si presentò in Regione per votare la modifica dell’articolo 30 della Legge sul Parco del Delta del Po. Un articolo che rappresentava uno dei tanti lacci che impedivano all’Enel di avviare rapidamente l’iter per la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle.

MAURO MAINARDI da ilrestodelcarlino.it

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