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New York Times La scelta di non curare con il siero il medico eroe della Sierra Leone Sheik Khan

Sheik Umar Khan dottore sierra leone ebolaIL DRAMMA DI EBOLA
La scelta di non curare con il siero
il medico eroe della Sierra Leone
La rivelazione del New York Times. Gli esperti decisero di non somministrare il farmaco a Sheik Khan. Le dosi poi trasferite in Liberia dove sono stati curati gli americani

Il medico eroe della Sierra Leone, Sheik Umar Khan, che aveva intrapreso una guerra durissima contro il virus di Ebola prima di ammalarsi per il terribile virus mise i suoi colleghi di fronte a una decisione che si è rivelata fatale: somministrargli o no un farmaco mai testato sull’uomo per tentare di salvargli la vita? Lo ZMapp avrebbe potuto aiutarlo? O gli avrebbe invece causato danni gravi alla salute o addirittura ucciso? Il team di esperti che lo aveva in cura, da Medici Senza Frontiere a rappresentati dell’Oms ci pensò una notte intera e alla fine decise di non testare il siero. Sheik Umar Khan morì di Ebola pochi giorni dopo, il 29 luglio.
Il siero somministrato agli americani
La rivelazione choc è del New York Times che scrive tra l’altro che le dosi del farmaco non utilizzate furono poi inviate in Liberia dove altri medici presero la decisione opposta e a due operatori umanitari americani fu iniettato il farmaco diventando i primi al mondo a ricevere una dose di ZMapp. Sono entrambi sopravvissuti e sono in cura all’Emory University di Atlanta. «È stata una decisione politica – taglia corto Alhajie Khan, fratello del medico deceduto – perché non somministrare il siero a un uomo che ha aiutato così tante persone?».
Problematiche aperte e dilemma etico
Le problematiche su questo farmaco non ancora testato sull’uomo interessano numerosi fronti. Sappiamo che essendo prodotto con un elaborato proveniente dalle foglie di tabacco è difficile produrlo su vasta scala. Non si sa se il farmaco sia davvero efficace, non si conoscono i possibili effetti collaterali (i due americani sono ancora vivi, il missionario spagnolo è deceduto ma a suo sfavore potrebbe aver giocato l’età avanzata). E poi c’è il dilemma etico. A chi somministrare le poche dosi a disposizione? Il dilemma etico è straziante. Se a Sheik Umar Khan fosse stato somministrato il farmaco la prima persona ad essere trattata con il siero sperimentale sarebbe stata africana. Martedì l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato l’uso dei farmaci non testati per combattere l’epidemia di Ebola «Ma l’equità della distribuzione non può essere garantita visto che sono disponibili poche dosi» spiega al New York Times Marie-Paule Kieny, medico dell’Oms. I medici coinvolti nella decisione sul dottor Khan hanno riferito che non c’era alcuna intenzione di salvare il farmaco per gli americani, anche perché all’epoca non si sapeva che i due statunitensi fossero ammalati.

di Cristina Marrone da corriere.it

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