Negozi aperti il Primo Maggio: polemiche e scioperi

1 MAGGIO: CAOS PER NEGOZI APERTI. SCIOPERI A MILANO E FIRENZE

Caos sul Primo Maggio. Per la prima volta una categoria, quella del commercio, incrocerà le braccia nel giorno della Festa del Lavoro contro l’apertura dei negozi. A Milano i sindacati sono passati dalla minaccia dello sciopero alla sua proclamazione e già domani ci sarà un presidio unitario davanti l’assessorato al commercio. In Toscana lo stop non interesserà solo Firenze, ma l’intera regione. Sale la tensione, dunque, a due giorni dall’appuntamento: l’Anci ha convocato per domani sindacati e commercianti per tentare di arrivare ad una soluzione condivisa.

Il presidente dell’associazione che raggruppa i comuni, Sergio Chiamparino, ha scritto una lettera ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e Ugl e ai presidenti di Confcommercio e Confesercenti per invitarli all’incontro.

Spiega Mauro D’Attis, responsabile dell’Anci per le attività produttive: «Il nostro obiettivo è quello di verificare la possibilità di trovare soluzioni condivise con tutte le parti interessate». La riunione, tuttavia, potrebbe rappresentare l’occasione per una discussione che va oltre l’imminente Festa del Lavoro: «Un confronto più ampio – osserva D’Attis – consapevoli del fatto che in Italia ci sono situazioni diverse nelle varie regioni». Le posizioni al momento restano distanti e non si allenta il braccio di ferro con i sindaci Letizia Moratti e Matteo Rienzi. Anche oggi il leader della Cgil, Susanna Camusso, è tornata a chiedere di «non fare forzature inutili sulle aperture». Ed ha invitato a fare una riflessione: «Il calo dei consumi non è determinato dalla mancata apertura dei negozi nei cinque giorni festivi l’anno – ha detto – ma sono i lavoratori e i pensionati che hanno sempre meno risorse».

Mentre la Moratti, in una lettera al ‘Corserà, ha ribadito che con i negozi aperti si tutela il lavoro e «non irrigidendosi nella difesa di un Primo Maggio ridotto a rito intoccabile, gestito da apparati sempre più lontani dalla realtà e agitato come mera bandiera politica». La Confcommercio già nei giorni scorsi ha chiesto di «evitare polemiche ideologiche», oggi ad intervenire è la Confesercenti che bolla come «inutile» lo scontro in atto: «Sarebbe più opportuno – sostiene – rimettere con i piedi per terra la questione delle aperture festive, compreso il Primo Maggio, alla luce di quanto già previsto e senza forzature».

A Milano e in Toscana si è arrivati allo sciopero, ma non mancano le polemiche nelle altre città: a Roma – dove oltre al tradizionale concerto di San Giovanni, ci sarà la beatificazione di Papa Wojtyla – il presidente della Confcommercio di Roma e Lazio, Cesare Pambianchi, ha già invitato i titolari dei negozi a prendere provvedimenti contro chi non si recherà al lavoro.

MAPPA DEI NEGOZI APERTI:

Il Primo Maggio dovrebbero essere numerosi i negozi aperti nei centri storici, dopo che alcuni Comuni hanno deciso la deroga alla chiusura festiva degli esercizi commerciali. Ecco una mappa delle aperture nelle principali città:

  • ROMA: i commercianti possono tenere aperti i negozi. Facoltà che però vale solo per il centro storico e le zone adiacenti le basiliche di San Pietro, San Paolo e San Giovanni. Vietata poi ogni forma di commercio ambulante nei municipi coinvolti da cerimonie e manifestazioni legate alla beatificazione e alla festa dei lavoratori.
  • MILANO: i negozi potranno restare aperti dopo che il comune ha concesso una deroga alla chiusura festiva dei negozi. Ma è scontro con i sindacati.
  • FIRENZE: i negozi aperti nel centro storico. Chiusi, invece, per la festa del Lavoro i musei statali, mentre l’apertura di quelli comunali potrebbe essere messa in forse dallo stop dell’Unione sindacale di base. * TORINO: i commercianti che lo vorranno potranno tenere aperti i negozi: così è stato deciso da una delibera comunale nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni.
  • NAPOLI: il rischio che i commercianti decidano di non aprire i negozi è alto per l’emergenza dei rifiuti. L’invito dell’Ascom è per l’apertura. Più cautela da parte della Confesercenti.
  • POTENZA: i negozi resteranno chiusi secondo quanto prevede una delibera dell’amministrazione comunale; sarà invece aperto al pubblico il nuovo centro commerciale ‘Polo Lucanià, nella zona industriale di Tito (Potenza). L’apertura degli esercizi commerciali sarà facoltativa a Matera.
  • CAGLIARI: apertura facoltativa dei negozi al dettaglio, mentre vi sarà la chiusura delle grandi strutture di vendita, quali le città mercato.
  • PERUGIA: i negozi resteranno chiusi. La questione era stata definita con un’ordinanza del sindaco del novembre scorso.
  • GENOVA: apertura degli esercizi pubblici facoltativa. I negozi di vicinato, invece, per restare aperti dovranno chiedere una deroga al Comune
  • BARI: negozi rigorosamente chiusi domenica prossima. Qualche polemica si registra invece nel Salento e in particolare a Lecce, complice il fatto che nell’ultimo weekend il ‘tacco d’Italià è stato preso d’assalto dai turisti e che qualche commerciante che aveva deciso di tenere aperto è stato multato.

da LEGGO.IT

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