Naufragio Costa Concordia le telefonate tra la capitaneria di porto ed il comandante Schettino

COSTA, AUDIO CHOC CON LA CAPITANERIA:
“SCHETTINO, TORNI SULLA NAVE!” -ASCOLTA
Le guardie del carcere di Grosseto hanno l’ordine di controllare spesso come sta. Non ha manifestato intenzioni sucide, ma è considerato un detenuto a rischio. Francesco Schettino, il comandante della nave della Costa naufragata venerdì, in cella fa i conti con il carico di accuse che gli sono piovute addosso: la responsabilità della sciagura, di quei morti che con l’andare delle ore diventano sempre di più. Il suo avvocato, che oggi ha potuto scambiarci qualche parola, lo ha visto «affranto, costernato, addolorato» e «fortemente turbato». Schettino è in cella con altri due detenuti. Per lui non è stato disposto il massimo livello di sorveglianza – quello ‘a vistà, con una guardia che 24 ore su 24 lo tiene sotto controllo – ma quello appena un gradino sotto. E ha già ricevuto le visite dello psicologo. Dal penitenziario spiegano che quel tipo di assistenza è una prassi per i neofiti del carcere. Per Schettino, però, «è necessaria una particolare attenzione – ha sottolineato il provveditore toscano all’Amministrazione carceraria, Maria Pia Giuffrida – perchè sta ovviamente attraversando un periodo delicatissimo». Chi ha avuto modo di vedere in carcere il comandante – che ancora non ha avuto colloqui con i familiari – dice che all’apparenza è tranquillo, che non si lascia andare alla disperazione, alle imprecazioni, al pianto. Secondo il suo legale, l’avvocato Bruno Leporatti, «è confortato dalla consapevolezza di aver mantenuto, in quei frangenti, la lucidità necessaria per attuare una difficile manovra di emergenza che, conducendo la nave su un basso fondale, ha di fatto salvato la vita di tante persone». Ma il senatore Pd, Marco Filippi, che oggi ha fatto visita in carcere a Grosseto, ha un’altra spiegazione: «Non è pienamente consapevole della gravità dei capi d’accusa e si teme per le reazioni che potrebbe avere domani in caso di convalida del fermo». È la preoccupazione che il senatore ha raccolto dai responsabili del carcere. Domani Schettino sarà interrogato dal gip per la convalida del fermo. Risponderà alle domande del giudice, ha annunciato il legale, per «contribuire lealmente a chiarire la propria posizione». È accusato di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave.

RISCHIA 15 ANNI Il comandante della Concordia, Francesco Schettino, «rischia fino a 15 anni di carcere», e «al momento le accuse sono omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave». Lo ha detto il procuratore capo di Grosseto Verusio a Radio Anch’io sul ‘Gr1′

“COMANDANTE, VUOLE ANDARE A CASA?” «Cosa vuole fare, vuole andare a casa?». Lo domanda con voce alterata l’ufficiale della guardia costiera al telefono al comandante Francesco Schettino, in una chiamata dell’1,46 di sabato mattina. È una delle telefonate sequestrate dalla Procura, con il comandante che si lascia scappare anche un «abbiamo abbandonato la nave», prima di ritrattare. E quando dalla Capitaneria si dice che ci sono «già dei cadaveri», Schettino chiede «Quanti?». E l’ufficiale: «Deve dirmelo lei!».

Alle 00,32 la prima telefonata della Capitaneria al cellulare del comandante (secondo testimoni, già in salvo sulla scogliera). Gli viene chiesto quante persone sono ancora a bordo. Schettino risponde 2-300, cioè, come sottolinea una fonte qualificata dell’ANSA, sostiene che sarebbero state già evacuate 4 mila persone dopo soli 40’ dall’abbandono nave. Ma è una cifra che ripete più volte nel corso della telefonata. «Ora torno sul ponte – assicura alla Capitaneria – Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo». «Rimarrà solo lei?», chiede la sala operativa. «Credo di rimanere solo io» replica. Alle 00,42 una nuova telefonata al comandante. La sala operativa della Capitaneria chiede quante persone devono ancora essere evacuate. Schettino risponde: «Ho chiamato la società e mi dicono che ci sono un centinaio di persone». In realtà l’evacuazione è ancora nel pieno svolgimento, se non all’inizio. «Io sto coordinando» assicura Schettino all’ufficiale della Capitaneria. Ma pochi secondi dopo si lascia scappare prima la frase «Non possiamo salire più a bordo perchè stava appoppando». E poi: «Abbiamo abbandonato la nave». L’ufficiale della guardia costiera, sorpreso, a quel punto chiede: «Comandante, ha abbandonato la nave?». Il comandante ritratta: «No, no, macchè abbandonato la nave». All’1,46 la telefonata più concitata: l’ufficiale della guardia costiera dà sulla voce del comandante. «Adesso lei va a prua, risale la biscaggina (la scala di corda delle navi, ndr) e coordina l’evacuazione. Ci dice quante persone ci sono ancora: se ci sono bambini, donne, passeggeri e il numero esatto di ciascuna di queste categorie. Vada a bordo. Cosa fa, lascia i soccorsi?». Schettino: «No, no, sono qua, sto coordinando i soccorsi». L’ufficiale ricomincia: «Comandante, è un ordine, ora comando io. Lei ha dichiarato l’abbandono nave, vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono già dei cadaveri». Schettino: «Quanti?». L’ufficiale: «Deve dirmelo lei, cosa vuole fare, vuole andare a casa? Lei ora torna sopra e ci dice cosa si può fare, quante persone ci sono e di cos’hanno bisogno». Schettino di nuovo assicura: «Va bene, sto andando». Secondo la Capitaneria, tuttavia, non risalirà più a bordo.

“NON AVREI VOLUTO IL COMANDO DEL TITANIC” Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia, aveva dichiarato nel 2010 al giornale ceco ‘Dnes’ che non avrebbe voluto «essere nel ruolo del comandante del Titanic», vantandosi dei suoi sforzi per la sicurezza dei passeggeri. «Non vorrei mai trovarmi nel ruolo del comandante del Titanic, obbligato a navigare nell’oceano tra gli iceberg», ha affermato Schettino nel dicembre 2010, nel corso di un’intervista con ‘Dnes’, ripresa oggi sul sito internet del giornale. «Ma ritengo – ha aggiunto – che grazie alla preparazione, si possono controllare tutte le situazioni e prevenire eventuali problemi». «La sicurezza dei passeggeri è più importante di tutto!» ha anche detto il comandante della Costa Concordia

da leggo.it

 

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