Il caso della costosa motonave Sandra Z. “Mazinga”

Da buttare la motonave da 4 milioni: più incidenti che giorni di servizio
Acquistata in pompa magna nel 1999 la “Sandra Z.” da anni è ormeggiata al Tronchetto dopo l’incredibile serie di problemi

di Paolo Navarro Dina

Da anni è ormeggiata al deposito del Tronchetto. Dimenticata e abbandonata. Peccato che sia stata pagata quasi sette miliardi di vecchie lire (circa 4 milioni di euro) e non abbia mai lavorato. Quelle poche volte che è stata in servizio, si è spesso sfiorata la tragedia. Un incidente dietro l’altro. Signori, ecco la “Sandra Z.”, l’ennesimo “buco nell’acqua” dell’Actv degli anni d’oro. Un altro caso “Mangiaonde”.

Soltanto che la “Sandra Z.” dal nome di una giovane dipendente Actv, Sandra Zennaro, deceduta prematuramente nel 1998, sposta l’asticella degli sprechi alle soglie del Terzo Millennio, a cavallo tra il 1999 e il 2000. Tanto annunciata in pompa magna dal “solito” consiglio di amministrazione guidato dall’allora presidente Renzo Brunetti, tanto dimenticata – praticamente da dodici anni (!) – al Tronchetto, con Actv che non sa come disfarsene.

E che galleggi all’ormeggio è già una notizia visto che fin dal suo apparire, dopo esser stata realizzata a Messina (ancora una volta l’ennesima commessa milionaria di Actv lontano da Venezia), la “Sandra Z” iniziò il proprio percorso accidentato nei primi mesi del 2000. La motonave – 40 metri di lunghezza, 290 tonnellate di stazza a pieno carico, in grado di trasportare 1200 passeggeri – battezzato fin da subito con il nomignolo di “Matzinga” per la fisionomia simile ai cartoni animati giapponesi – è stato un disastro.

Il sistema di propulsione solo ad elica, denominato “Schottel” dal nome della ditta tedesca che lo aveva brevettato diede fin da subito seri problemi di manovrabilità. Lo “Schottel” consentiva di girare l’elica per 360 gradi: una situazione che fin da subito trasformò la “Sandra Z” in una girandola ingovernabile per i capitani, e soprattutto in un incubo per i viaggiatori. E in breve tempo, il salto nel mondo della cronaca giornalistica fu immediato: scontro contro il muro di cinta del cimitero di San Michele (quattro persone ferite lievemente) nell’aprile del 2000, quattro mesi dopo il varo; poi un motorista si ferisce battendo la testa contro i macchinari (febbraio 2002); schianto contro il pontile di Punta Sabbioni (maggio 2002).

In un altro caso va in tilt il quadro elettronico (luglio 2002). E poi l’apoteosi quando la “Sandra Z” in partenza dal Ponte della Paglia muovendosi fa scontrare due gondole con i turisti che finiscono in acqua (luglio 2002) più collisioni varie agli approdi nel novembre 2002 e ancora nel luglio 2004. Un vero bollettino di guerra fino a quando nel 2006, l’Actv decide di chiudere l’esperienza trasformando “Matzinga” in un deposito galleggiante.

Insomma, soldi buttati al vento. E senza alcuna indagine sulle responsabilità di chi allora governava l’azienda nella piena noncuranza di Ca’ Farsetti. E pensare che molti erano gli entusiasti, tra i quali l’allora sindaco Massimo Cacciari oltre allo staff di Actv che gongolava annunciando il battello dedicato alle frotte di turisti previsti per l’Anno Santo! Alla faccia dei veneziani, i quali sono a sentir nominare il nome della motonave ancor oggi fanno gli scongiuri.

da gazzettino.it

Leave a Reply