Mostre degli Impressionisti al via

impressionistiTutti pazzi per gli impressionisti

di Laura Larcan

Rovereto, Padova, Ferrara, Rimini e Passariano di Codroipo celebrano i maestri della pittura ‘en plein air’. Tanti eventi espositivi che diventano l’occasione per scoprire piazze, tesori e scorci di altrettante città italiane

Tutti pazzi per gli impressionisti. Ma anche per “amici-colleghi” affini. In Italia tante sono le mostre che celebrano i maestri della pittura en plein air che dal 1867 circa escogitarono un modo tutto nuovo di fare arte cercando di cogliere dal vero la mutevolezza della luce sperimentando le infinite possibilità del colore che diventava un tutt’uno con l’emozione individuale del pittore.

Tanti eventi espositivi che diventano l’occasione per scoprire piazze, tesori e scorci di altrettante città italiane.

  • A Rovereto arriva una corazzata di maestri del colore. Fino al 10 gennaio, infatti, il Mart ospita la monumentale rassegna “Capolavorirovereto della modernità. Opere dalla collezione del Kunstmuseum Winterthur” con ben duecentoquaranta opere che documentano tutta l’evoluzione delle avanguardie tra Ottocento e Novecento, ma dove spicca un nucleo mozzafiato di testimonianze impressioniste, da Monet, Degas, Pissarro, Sisley. Si va dalle prime ricerche dei naturalisti Corot e Boudin, le cui intuizioni apriranno la strada agli impressionisti, ai vertici radicali di van Gogh e Cézanne, con gli splendidi “Ippocastani del Jas de Bouffan” del 1885.  E per l’occasione la Cantina d’Isera, partner del museo, offrirà ai visitatori della mostra visite e degustazioni guidate gratuite nelle proprie cantine del suo Marzemino Superiore d’Isera noto come “Etichetta Verde” . Dopo la maratona di capolavori impressionisti, a Rovereto vale la pena visitare la Casa d’Arte Futurista Depero, il primo e unico museo futurista d’Italia, riaperto dopo un complesso intervento di restauro nel gennaio scorso. Previsti pacchetti turistici mostra+pernottamento al Leon d’Oro e all’Hotel Nero Cubo. Tra le curiosità, il B&B d’epoca Relais Mozart, l’aperitivo griffato al Mani al cielo, e ristoranti di qualità fuori Rovereto Locanda D&D, Malga Somator, Locanda delle Tre chiavi . Spezie, miele, confetture, conserve e vini alla drogheria Micheli. La Cappelleria Bacci invece è famosa per le decorazioni esterne fatte dal giovane Depero in via Rialto.
  • Prima di rituffarsi nella frenesia bohémien dei maestri francesi, ecco a Padova una mostra che racconta le affinità elettive tra macchiaioli padova_scrovegnie impressionisti attraverso un grande fiorentino come Telemaco Signorini che si lasciò inebriare dal tourbillon di Parigi subendo l’influenza dell’estro di Degas. A Palazzo Zabarella, fino al 31 gennaio la grande mostra antologica “Telemaco Signorini e la pittura in Europa” con oltre cento opere che indagano il rapporto tra l’artista toscano, il suo uso contrastato della “macchia”, i suoi virtuosismi cromatici, e i colleghi francesi, con prestiti illustri come “L’A bsinthe” di Degas dal parigino Museo d’Orsay. Trovandosi a Padova  è doverosa, una visita alla Cappella degli Scrovegni che custodisce il famoso ciclo di affreschi di Giotto salvato dal restauro del 2001.Visite guidate anche il sabato pomeriggio allo storico Caffè Pedrocchi, con degustazione finale del famoso caffè macchiato alla menta.
  • Ancora “italién de Paris” a Ferrara. Fino al 10 gennaio Palazzo dei Diamanti celebra “Giovanni Boldini nella Parigi degli Impressionisti”, con circa un centinaio di opere che ricostruiscono il primo periodo parigino del pittore ferrarese, dal 1871 al 1886 quando fu contagiato e sedottoferrara dall’e uforia della città e divenne a pieno titolo un pittore di Parigi, ritrattista charmant e vezzoso dei personaggi e dei locali, delle atmosfere e degli scorci della Ville Lumière. Un omaggio a Boldini arriva anche dalla “home gallery” di Maria Livia Brunelli, una vera e propria casa-galleria tutta da scoprire, dove fino al 10 gennaio, l’artista Silvia Camporesi ha elaborato una serie di fotografie ispirate all’e strema raffinatezza estetizzante del pittore ferrarese.
  • Ancora “impressioni” d’autore le regala a Passariano di Codroipo (Udine) la splendida villa_maninsecentesca Villa Manin che fino al 7 marzo propone “L’età di Courbet e Monet. La diffusione del realismo e dell’impressionismo nell’Europa centrale e orientale”. Una sorta di viaggio nella genesi dell’i mpressionismo attraverso centoventi opere con autori del calibro di Corot, Millet, Daubignit, Manet, Renoir, Pissarro, Degas, Cézanne fino a van Gogh, presente con tre preziose tele, la prima del periodo olandese e due scenari della Senna, provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo e dal Van Gogh Museum di Amsterdam. Se Goldoni definiva Villa Manin e il suo maestoso Parco secolare di diciotto ettari un “soggiorno degno di un re”, e Napoleone Bonaparte la scelse come reale quartier generale per la campagna d’I talia, non meno intrigante appare il suo territorio, intessuto di storia e d’arte, dalla romana Aquileia alla mitteleuropea Trieste, dai resti longobardi di Cividale all’imponente fortezza di Palmanova.rimini_ponte_tiberio
  • Sempre in tema di collezioni doc, ecco che il quattrocentesco Castel Sismondo a Rimini accoglie dal 10 ottobre al 14 marzo “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston”, rassegna di sessantacinque quadri dal Cinquecento al Novecento, con una interessante sezione sugli Impressionisti, da Corot a Degas, a Monet, con le sue Cattedrali di Rouen, a Matisse, Gauguin, van Gogh, Cézanne, tutti in trasferta per lavori in corso (la nuova ala del museo americano progettata da Norman Foster aprirà nell’autunno 2010). Ma Castel Sismondo sotto l’aura degli impressionisti è solo uno dei tesori da scoprire a Rimini, la città di Fellini e del suo “ Amarcord”. Dall’Arco di Augusto al Ponte di Tiberio, alla cosiddetta “Domus del chirurgo”, dai palazzi, conventi e monasteri medievali (Giotto fu di casa qui e il Trecento Riminese raggiunse vertici notevolissimi), alla grandezza rinascimentale sotto la Signoria dei Malatesta, testimoniata dal suggestivo Tempio Malatestiano ma anche lo stesso Castel Sismondo, alla cui edificazione contribuì anche Brunelleschi.

da LA REPUBBLICA

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