La Corsica di Napoleone in mostra

In Corsica sulle tracce di Napoleone
A Corte e Ajaccio sulle tracce del “traditore” Bonaparte

ROSALBA GRAGLIA

napoleone1Si narra che Napoleone riconoscesse la Corsica ad occhi chiusi, dal profumo del maquis. Ma forse è solo un ricordo enfatizzato, magari un rimpianto dei tempi dell’esilio a Sant’Elena. Perché l’Empereur la sua isola natale la lasciò ancora ragazzino, per entrare nella scuola militare di Brienne, in Champagne, e praticamente non ci fece più ritorno, se escludiamo una presenza – certo non troppo gradita ai còrsi – come giovane ufficiale dell’esercito rivoluzionario incaricato di strappare Ajaccio agli indipendentisti nel 1793, e poi al ritorno dalla campagna d’Egitto. E della Corsica si preoccupò assai poco: “je n’en ai pas eu le temps”,non ne ho avuto il tempo, rispose a quanti gli chiedevano perchè non si fosse impegnato a sviluppare l’economia dell’isola.

Ma il poco tempo non gli impedì di ordinare la dura repressione di una rivolta nel Fiumorbo, nel 1808…

Del complicato rapporto tra Napoleone e la Corsica si occupa per la prima volta una grande mostra, allestita al Musée de la Corse nella cittadella di Corte. Scelta intrigante, visto che Corte è stata la roccaforte del suo nemico giurato, l’eroe corso per antonomasia Pasquale Paoli, paladino dell’indipendenza dell’isola.

  • Napoléon et la Corse ricostruisce i complessi rapporti fra l’imperatore e la sua isola natale, e indaga sul ruolo giocato dall’ origine insulare sul suo destino, in un sorprendente percorso da Ajaccio all’impero, e se proprio la ” corsitude” sia stata il trampolino di lancio verso il potere e il successo. La mostra, aperta sino al 30 dicembre del 2009, è divisa in 4 sezioni: la Corsica dei Bonaparte prima del 1795, gli anni 1795 – 1815, anni chiave della conquista dell’impero, l’ambiguità dei rapporti con la Corsica e infine storie, miti e souvenirs legati all’isola e a Bonaparte. Qualche souvenir lo si può pure acquistare, dall’orologio napoleonico alla trousse con il motivo decorativo delle api imperiali…

Visitare la mostra diventa così anche una buona occasione per andare a scoprire la prima capitale della Corsica libera, dal 1755 al 1769, nonchè la culla delle tradizioni e dell’orgoglio nazionalista. Tutto a Corte evoca Paoli e la sua avventura di libertà, altro che Napoleone. La toponomastica della città “nuova” per cominciare, con il cours Paoli, la strada principale, su cui si affacciano un po’ di caffè e negozi, e place Paoli, con l’immancabile statua del “padre della patria” e qualche ristorantino.

E naturalmente l’università, fondata proprio da Paoli nel 1765 e riservata all’epoca a 300 studenti destinati a formare i quadri dirigenti della neonata “nazione corsa”. Riaperta nel 1981, oggi conta 4500 iscritti e tre campus, il che dà a questa severa capitale morale chiusa tra le montagne l’atmosfera piacevole di una piccola città universitaria.

Ma è la ville haute il vero cuore di Corte,fra stradine di ciottoli, scalinate, piazze giocattolo, scritte indipendentiste qya e là.

Place Paoli è la cerniera tra le due anime della città e la salita della rue Scoliscia il trait-d’union con place Gaffori, intitolata a un altro nume tutelare per i còrsi, Jean-Pierre Gaffori, protagonista della resistenza all’assedio genovese del 1750. Sulla piazza, al centro la prevedibile statua di Gaffori, la sua casa natale mostra ancora sulle pareti i segni delle mitraglie genovesi.

E la chiesa dell’Annunciazione chiude quello che sembra lo scenario di un teatro. Appena più su, dopo la place du Poilu con il Palazzu Nazionale, antico palazzo del governo di Paoli e dell’università, e oggi mediateca e centro di ricerche corse, il nido d’aquila della cittadella. Sino al 1983 ha alloggiato la Legione Straniera, oggi è sede culturale ed espositiva. E’ qui che l’architetto Andrea Bruno ha creato nel 1997 il bel Musée de la Corse con l’obiettivo di fare di Corte una delle destinazioni cultuali dell’isola. Allestito nella vecchia caserma Serrurier, racconta le tradizioni e la storia dell’isola attraverso le collezioni permanenti e in particolare la ricca Collection Doazan, e ospita mostre temporanee : ora appunto Napoléon et la Corse Oltre a essere l’anima della Corsica, Corte è anche la capitale del Parco Naturale Regionale e base di partenza per escursioni verso le Gole della Restonica, del Tavignano, la regione di Venaco o il Bozio.

Ma se si ha voglia di continuare sulle tracce di Napoleone, si dovrà scendere fino ad Ajaccio, attraversando il cuore verde del parco sulla Nazionale 193, o magari a bordo dei trenini della ferrovia corsa, datata 1888, che si arrampica al colle di Vizzavona, e tra viadotti (quello sul fiume Vecchio lo ha progettato Eiffel), gallerie e foreste scende in poco più di due ore da Corte ad Ajaccio. Perchè se Corte è la città di Paoli, Ajaccio è la città di Napoleone, nato qui esattamente il 15 agosto del 1769. E gli ajacciens, che nel 1814 buttarono a mare il busto dell’imperatore, oggi organizzano in suo onore grandi feste: le Giornate Napoleoniche, con sfilate della Guardia Imperiale, parate spettacoli son et lumière e serate imperiali, che culminano il 15 agosto, con la Messa Solenne in cattedrale, e processione della Vergine, patrona della città, scortata dalle truppe imperiali, con tappa d’obbligo a Casa Bonaparte.

In concomitanza con la grande mostra di Corte, anche la Maison Bonaparte propone fino al 27 settembre una mostra esclusiva, sui risultati delle ricerche archeologiche sul relitto di un vascello francese, legato alla prima battaglia combattuta dall’allora capitano Bonaparte, alle isole della Maddalena nel 1793 e finita con una sconfitta, nell’ambito della spedizione francese contro il re di Sardegna Vittorio Amedeo III. Saccheggiata dai paolisti prima, poi confiscata dagli inglesi, la casa di Napoleone è certo molto diversa da quella che doveva averlo visto bambino, quando lo chiamavano “Nabulio”, ficcanaso, e andava a giocare nella grotta di U Casone, sulla collina: ma fra ricordi, oggetti, ritratti si finisce per trovare credibile anche la presunta ” camera natale ” e la location, sulla minuscola place Letizia, e il piccolo giardino, è comunque emozionante.

Come è un’emozione entrare nella bella cattedrale rinascimentale dedicata all’Assunta e scoprire il fonte battesimale dove è stato battezzato il futuro imperatore dei Francesi.

All‘Hotel de Ville, il piccolo museo napoleonico propone souvenir curiosi, dalla maschera funeraria all’ultimo cucchiaino usato da Napoleone morente…

Poi si gira per strade e piazze “napoleoniche”: place d’Austerlitz, con la statua di Napoleone con il cappello a bicorno, place de Gaulle con Napoleone imperatore romano, place Foch con Napoleone primo console circondato dalle palme … Cafés e brasseries intitolate all’Imperatore non si contano e nei negozietti di souvenir gli oggetti “imperiali” più o meno kitsch abbondano…

Napoleone si sarà pure un po’ scordato della Corsica, ma adesso i Còrsi si ricordano benissimo di lui. E ne riproducono l’effige su tazzoni e posacenere, gli affari sono affari.

da LA STAMPA




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