Mont Saint-Michel via i parcheggi torna l’acqua sarà di nuovo isola

Mont Saint-Michel torna com’era ma il business turistico non ci sta

Il monasteroi benedettino di Mont Saint-Michel è una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità
Francia, l’abbazia sarà di nuovo un’isola e spariranno i parcheggi sotto le mura

È patrimonio mondiale dell’umanità con il bollino Unesco. Affascinò Victor Hugo per il gioco delle maree che trasformano l’abbazia gotica in un’isola galleggiante sulle acque e affascina tuttora i tre milioni e 200 mila turisti che lo visitano ogni anno, secondo sito più fotografato di Francia. Ma adesso al Mont-Saint-Michel, una combinazione eccezionale di natura e cultura, grazia di Dio e opera dell’uomo, si litiga sui parcheggi. Però non si capisce nulla se non si inquadra la rissa nei grandi lavori che, iniziati nel 2006, dovrebbero finire nel ‘14, costare 200 milioni di euro e ritrasformare il Monte in un’isola.

Con il tempo, infatti, fra la canalizzazione del fiume Couesnon che sfocia nella baia, la sistemazione dei polder, la costruzione (nel 1879) della diga-strada che lo collega alla terraferma, il Mont-Saint-Michel è sempre meno circondato dall’acqua. E sta perdendo così una delle ragioni maggiori della sua eccezionalità. Quindi nel 2009 è stata costruita un’altra diga sul Couesnon che accumula acqua nella foce del fiume e poi la rilascia nella baia, pulendola da detriti e sabbia in eccesso. Risultato: a lavori finiti, il Monte sarà un’isola per 150 giorni all’anno contro i 50 attuali. Ovviamente, l’orrido parcheggio che circonda le mura medievali deve sparire, anche perché sarà sommerso. I torpedoni dei turisti parcheggeranno a due chilometri e mezzo dal monte. Poi gambe in spalla per 800 metri, finché i visitatori saranno caricati su una navetta elettrica, gratuita ed ecologica, che li porterà a destinazione lungo il nuovo ponte, ligneo e poco invasivo, griffato Dietmar Feichtinger. E qui cominciano i lamenti.

Intanto della solita fauna che circonda ogni posto bello del mondo rendendolo meno bello, i venditori di lattine e di panini, le guide più o meno autorizzate, gli spacciatori di souvenir, da sempre installati lungo la vecchia strada-diga. Oltretutto, questa manna se la spartiscono da tempi immesco ha messo sotto osservazione il sito: non per i lavori, ma perché i francesi vorrebbero piazzare poco lontano le pale di una centrale eolica che rovinerebbero il favoloso panorama. Pare che in privato anche il ministro della Cultura, Frédéric Mitterrand (nipote di), abbia manifestato perplessità, temendo che il ritorno delle acque uccida la gallina dalle uova d’oro, che non sa nuotare. Ma chi comanda è un ente misto in cui lo Stato conta solo per metà; l’altra è formata dagli enti locali, comprese due-regioni-due, perché la baia è quasi al confine fra la Bassa Normandia e la Bretagna. Così i lavori continuano. Sperando che ristabilire la marea non fermi quella dei turisti.

ALBERTO MATTIOLI da lastampa.it

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