Modena festeggia il restauro della Torre Ghirlandina

Per la nuova Ghirlandina festa grande in piazza
La torre civica, patrimonio dell’Unesco, completamente restaurata torna dopo quattro anni di lavori. Oggi in piazza Grande “festa popolare” con letture, musica, un annullo filatelico e una mostra fotografica per raccontare il lungo restauro

Stefano Luppi

Arriva la grande “festa popolare”, come la chiama il sindaco Pighi, in onore della Ghirlandina, monumento patrimonio Unesco dell’Umanità appena restaurato e rimesso a “nuovo” da lavori durati quattro anni. Il vero e proprio intervento è durato oltre due anni, cui si sono aggiunti tempi tecnici che hanno portato alla realizzazione del telo di Paladino e alla predisposizione di un complesso sistema di controllo interno delle condizioni statiche.

Ora ci siamo: in piazza Grande sono previsti gli interventi del sindaco, degli assessori Antonino Marino e Roberto Alperoli, della direttrice regionale Carla di Francesco e di Andrea Landi presidente della Fondazione Crmo che con 3 milioni di euro ha finanziato l’intervento. La serata, curata dall’attore Andrea Ferrari che leggerà testi della responsabile del sito Unesco Francesca Piccinini, si prospetta molto frequentata: prevista la presenza della corale Rossini che intonerà le strofe della canzone tradizionale La Ghirlandéina, mentre la maschera Sandrone terrà un discorso goliardico.

A chiusura l’amministrazione inviterà i modenesi a un buffet a base di Lambrusco, Bensone e castagne – oggi è San Martino – e soprattutto a una mostra che illustrerà la riqualificazione cui hanno partecipato centinaia di persone. La rassegna fotografica “Con mani sapienti” è allestita, sino al 27 novembre, nell’atrio del palazzo municipale, lungo i portici di piazza Grande e nella sala della Secchia rapita dentro la Ghirlandina stessa. Decine di fotografie illustrano le varie fasi del restauro e delle tante parti che compongono il monumento medievale.

La giunta illustrerà l’intervento, diretto dalla direttrice dei monumenti antichi di Modena Rossella Cadignani, attraverso una serie di numeri importanti. Intanto va ricordato che l’ultimo restauro di rilievo risale al 1972-73 – c’è una targa interna a conferma – e non sarà in caso di lasciare una piccola traccia anche di questi lavori. Nel 2007 viene realizzato il ponteggio della torre – di proprietà civica da sempre, non è il campanile del Duomo – e nel gennaio del 2008 viene posizionato il telo pensato dal noto artista della Transavanguardia Mimmo Paladino (smontato il 21 settembre, oggi giace conservato in un magazzino). Nel novembre dello stesso anno parte il restauro sulla cuspide, durato un anno ed eseguito ai quasi 90 metri d’altezza della sommità.

Nel marzo del 2010 Comune e ditte che via via hanno vinto gli appalti iniziano le attività sui 2600 metri quadri delle pareti: si prosegue sino a novembre poi ci sono alcuni mesi di “stacco” perché l’azienda esterna collaboratrice fallisce e occorre preparare il terreno per l’azienda specializzata subentrante. Siamo al 21 settembre scorso quando il telo di Paladino – che negli anni ha destato polemiche, ma le alternative sarebbero state una banale copertura o una pubblicità – se ne va, un mese prima che anche il ponteggio rimasto in piedi quasi 4 anni se ne vada. La Ghrilandina è di nuovo libera e modenesi e turisti passando possono vederla in tutta la sua bellezza.

da LAGAZZETTADIMODENA.GELOCAL.IT

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