Mississippi la paura della alluvione a New Orleans

Mississippi: il fiume della paura

Il Mississippi si gonfia e la paura di finire sommersi attanaglia gli stati del sud. L’arrivo delle stagioni calde, la neve che si scioglie sulle montagne, le piogge intense, tutto ha contribuito a trasformare il Mississippi e i suoi affluenti in una montagna d’acqua gonfia e pericolosa. La loro portata è inimmaginabile: l’Illinois, il Missouri, il Tennesee, l’Arkansas, il Mississippi e la Louisiana hanno subito inondazioni devastanti.
Il problema più grande è l’allagamento di tutte le zone rurali intorno al fiume. I danni alle coltivazioni di cotone, riso, grano e soia sono ingenti: il governatore del Mississippi crede che ci saranno danni fino a 200 milioni di dollari. Senza contare i casinò che resteranno chiusi, lasciando a bocca asciutta lo Stato che con quelle tasse guadagna, e quelle tredicimila persona che resteranno per il momento senza lavoro.
A Memphis si stimano 300 milioni di dollari di danni e le aree maggiormente devastate sono quelle periferiche, la dove non ci sono argini fissi e né quelli di emergenza. Nella zona chiamata Mississippi Delta, l’area compresa tra Memphis e Vicksburg la gente ha perso le case e l’arrivo della prossima piena potrebbe essergli fatale.

Le previsioni dicono che il 23 maggio la piena arriverà a New Orleans. Gli ultimi anni sembrano non aver dato tregua alla città del Jazz: nel 2005 devastata da Katrina e recentemente inquinata dalla BP. Ma questa volta New Orleans si potrebbe salvare, afferma Jed Horne sul TheDailyBeast.
Dichiara da subito che l’emergenza non ha nulla a che vedere con Katrina, perché già da lunedì è stato aperto il Bonnet Carre Spillway, un canale di scarico posto trenta miglia a monte della città. È un taglio lungo circa tre chilometri sulla riva orientale del Mississippi scavato dopo l’epico diluvio del 1927, che permise di gettare migliaia di metri cubi d’acqua al secondo nel vicino lago Pontchartrain e poi fuori nel Golfo del Messico, evitando così la città. Per comprendere la gravità della situazione, basta ricordare che la US Army Corps of Engineers, che ha costruito il canale di scarico, lo ha aperto soltanto 10 volte, e non del tutto, dal 1930.
Questo potrebbe salvare New Orleans dallo svegliarsi con i piedi a mollo, ma bisogna chiarire che questo ingente afflusso di acqua nel lago Pontchartrain creerebbe degli squilibri nella sua ecologia di lago salmastro dedito alla pesca commerciale dei gamberetti. Ma, come afferma Horne, meglio irrigare i crostacei che non gli esseri umani.

Inoltre c’è un altro grande canale di scarico chiamato Morganza, posto su di un’ansa del Mississippi sopra Baton Rouge, che sta per essere aperto la settimana prossima. In verità, più che un canale di scarico non è altro che la pianura del fiume Atchafalaya che porta fino a Morgan City. L’apertura di questo “scarico” quindi potrebbe inondare abitazioni e terreni agricoli e forse persino la stessa Morgan City. Il Morganza ha un’ampiezza di chilometri e il suo afflusso coprirebbe sette contee della Louisiana fino a venticinque piedi di acqua. Ma benché ci si stia domandando se è giusto salvare New Orleans a spese di queste terre, la risposta viene neutralizzata da un fatto semplice: la pianura alluvionale Atchafalaya verrebbe comunque sommersa quest’anno, anche senza aprire il canale di scarico.

Intanto martedì scorso il torrente continentale è arrivato vicino alla cima del Moonwalk, la sezione a terrazze della diga costruita vicino al quartiere francese di New Orleans. Gli abitanti del luogo, un popolazione che comprende senza-tetto, hippies e benestanti, sono rimasti meravigliati dall’ampiezza del fiume dal momento che pochi mesi prima era sorprendentemente più basso.
Le comunità degli stati del sud confidano negli aiuti federali per superare questa emergenza, benché prima che il fiume si ritiri e la terra torni a respirare ci vorranno intere settimane .

da iljournali.it

New Orleans – 5,12 metri, è questo il livello attuale delle acque del Mississippi a New Orleans, ma gli esperti ritengono che si innalzeranno ulteriormente fino a raggiungere i 6 metri. Gli argini della città possono contenere le acque fino ad un livello massimo di 6,1 metri: è alta la preoccupazione tra le autorità locali, se il Mississippi esondasse saremmo di fronte al rischio di una nuova ‘Katrina’.
Intanto i media statunitensi hanno riferito che le autorità statunitensi hanno avviato le procedure per aprire le chiuse di Morganza, lungo il Mississippi in piena, per evitare inondazioni a New Orleans e Baton Rouge, nel sud della Louisiana.
Nel frattempo circa 25.000 persone si preparano all’evaquazione. Il governo louisiano sembrerebbe aver trovato una parziale soluzione da contrapporre frontalmente alla calamità, ma si tratta di una decisione drastica: le chiuse del Mississippi verranno aperte dopo 38 anni, dovrebbe consentire alla pressione di diminuire ma causerà l’inondazione di migliaia di ettari di campagna.
”Stiamo avvisando la nostra gente di prepararsi al peggio. Il mio consiglio personale – ha detto Bobby Jindal, governatore della Lousiana – è di non aspettare, ma di cominciare fin da ora a lasciare le case”. Ha detto Bobby Jindal, governatore della Lousiana.

da italia24h.it

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