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Michele Serra il Toro Olivito e Pamplona la sagra di San Fermin l’importante è fare il tifo per il toro

capodanno_last_minute_pamplonaL’AMACA del 16/07/2014
A PAMPLONA il toro Olivito, lanciato con altri gagliardi bovini lungo le strade strette e gremite di turisti, è caduto rovinosamente, si è molto innervosito e ha tentato di sbudellare a cornate un paio di americani brilli. Si sa che la sagra di San Fermin ha dei momenti di pittoresca vivacità. Le sfide di iniziazione — tale è l’eccitata ressa di ragazzotti che corrono assieme ai tori — comportano, del resto, anche dei rischi molto concreti. Rispetto alla corrida, i tori scritturati per Pamplona hanno lo svantaggio di non godere della lugubre magnificenza estetica della plaza de toros; ma hanno il vantaggio di portare a casa la pelle, anche se a costo di un immaginabile spavento: provate voi a correre a perdifiato in un budello di pietra mentre una folla di bipedi infoiati vi percuote il groppone e vi strilla nelle orecchie, tra vapori di birra e puzza di sudore.

Si suole dire, in casi come questi, che si tratta di manifestazioni incivili. È perfettamente vero, ma il loro successo popolare dimostra che nell’inciviltà esistono suggestioni antiche e forse irriformabili, l’istinto di morte, l’eccitazione della sfida, il confronto senza filtri con la bruta potenza della natura. L’importante è fare sempre il tifo per il toro.

Michele Serra da repubblica.it

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