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7 giorni di ferie in meno per le vacanze 2012 ?

Vacanze 2012, il Governo propone 7 giorni in meno per un punto di Pil

Il Governo tecnico dei professori ne ha sparato un’altra delle sue per colpire i cittadini. Dopo la stangata delle tasse e delle imposte (tra queste ultime spicca sicuramente la contestatissima e vituperata Imu), ora l’esecutivo guidato da Mario Monti vuole far ripartire la produttività del Paese colpendo ancora una volta i cittadini. Come? Tagliando le ferie di ben 7 giorni per un punto di Pil. La proposta choc, che è stata lanciata anche alcuni anni fa da altri economisti, è stata avanzata dal sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Gianfranco Polillo.

Il vice segretario del Partito Repubblicano Italiano e giornalista romano ha spiegato che nel brevissimo periodo, per aumentare la produttività del Paese lo choc può avvenire dall’aumento dell’input di lavoro, senza variazioni di costo. Ha asserito che gli italiani lavorano mediamente 9 mesi l’anno e secondo lui questo tempo è troppo breve. Da qui la ricetta anti-ferie. «Aumentare il tempo di lavoro – ha detto Polillo – per far ripartire la produttività. Se noi rinunciassimo ad una settimana di vacanza avremmo un impatto sul Pil immediato di circa un punto».

A margine di un convegno a Roma, il sottosegretario all’Economia del Governo Monti ha dichiarato di non vedere particolare difficoltà né dal mondo dell’industria né da quello sindacale. «Da parte dell’industria – ha precisato Polillo – questo non deve essere un accordo generalizzato ma può essere fatto per le aziende già ristrutturate che hanno mercato e quindi puntare principalmente sui contratti di secondo livello. Per quanto riguarda i sindacati – ha continuato l’economista e giornalista romano – è una fase di riflessione, ma devo dire che non sono contrari a questa ipotesi, almeno la parte più avveduta del sindacato che sta riflettendo per conto suo su questo; all’interno di tutte le sigle, compresa la Cgil, ci sono settori illuminati e riformisti che vi ci stanno ragionando».

Il Governo Monti le sta studiando tutte per far ripartire l’Italia chiedendo ulteriori sacrifici ai cittadini, che sono stati già tartassati e umiliati dal peso delle tasse e delle imposte, per far fronte ai disastri e danni commessi dalla classe politica italiana in tutti questi ultimi decenni. Non si prendono provvedimenti nei confronti dei benefit e privilegi della casta politica e degli sprechi della Pubblica Amministrazione, ma si tende come sempre a colpire i meno privilegiati e i meno tutelati. Già tantissimi lavoratori precari e non sono costretti a lavorare di più per colpa della crisi economico-finanziaria guadagnando anche di meno di prima. Ora questa ricetta anti-ferie proposta da Paolillo rischia di comportare ripercussioni e conseguenze negative perché se si tagliano le ferie, la gente va meno in vacanza e spende ancora meno. Il mercato non gira e allo stesso tempo si crea un circolo vizioso che andrebbe a colpire uno dei settori trainanti della nostra economia, come quello turistico, con effetti negativi anche sull’occupazione dei lavoratori delle strutture ricettive che svolgono la propria attività proprio nel periodo estivo. Il Governo Monti vuole tagliare sempre i cittadini, ma mai i costi della politica che sono quelli che hanno portato alla rovina il Paese.

da politica24.it

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