Massaciuccoli Torre del lago rischia l’esondazione per le nutrie

Il più grande lago della Toscana a rischio esondazione: colpa delle nutrie
Il delicato ecosistema già minacciato dalle alghe rischia ora di cedere a causa dei roditori che costruiscono le tane suin suoi argini. Ma gli animalisti insorgono “Non potete ucciderli”. Intanto si cercano modi alternativi per salvare il Massaciuccoli

Il più grande lago della Toscana rischia di esondare. E’ l’amara situazione del Massaciuccoli, specchio d’acqua che si trova tra la provincia di Lucca e Pisa tanto caro al compositore Giacomo Puccini che dai suoi suoni trovò ispirazione per le sue musiche. Prima ha visto scomparire molte specie a causa del pessimo stato delle acque ‘invase’ dalla microcistina – un tipo di alga tossica che si manifesta come una pellicola di color smeraldo sull’acqua e che non permette il ricircolo di ossigeno – e ora è sotto l’attacco delle nutrie.

Se viene spontaneo chiedersi cosa può fare di male un piccolo animale a uno specchio d’acqua di quasi 7 chilometri quadrati, la risposta è semplice: distruggere gli argini. Il roditore infatti, il cui nome scientifico è Myocastor coypus ed è stata importata in Italia negli anni ’20 come animale da pelliccia, è solito fare le tane sugli argini, nei punti nevralgici delle acque dove vive. Anche sul Massaciuccoli non ha perso la sua abitudine. Il problema però è che lungo il perimetro del lago si sono sviluppate numerose piccole città che ora rischiano, se l’agire del “castorino” non sarà fermato, di essere travolte dalla possibile esondazione del lago.

Un lago che ha alle spalle 25 chilometri quadrati di bonifica stracolma d’acqua e che già due anni fa, quando straboccò l’Arno in provincia di Pisa, rischio di tracimare. “Il problema maggiore è lo scarso decisionismo delle autorità sulla vicenda – dicono i biologi – quello che frena è il cosa fare delle nutrie. Gli ambientalisti sono contro la loro uccisione ma, di sicuro, vanno comunque tolte dal territorio. Non è possibile rimandarle indietro in Sud America perché ormai sono state contagiate da malattie e sindromi non presenti nel loro continente e si rischierebbe di conseguenza un disastro ambientale in America Latina. Al momento possiamo solo sperare che gli argini reggano”.

Nell’attesa di pensare alle nutrie, i vari enti stanno cercando di accordarsi sulla soluzione per salvare le acque e gli animali del lago. Per cercare di dare un freno all’estinzione delle varie specie – la biodiversità è calata del 40 per cento negli ultimi anni: sparite tante piante, pesci, anfibi e volatili simbolo come tarabuso e folaghe (di cui ne sono rimasti solo 7 esemplari dai 15 mila di pochi anni fa) – si pensa di creare un “tubone” che colleghi il fiume Serchio col Massaciuccoli in modo di immettere acque e ossigenarle. Dal Consorzio di Bonifica invece si pensa a ricreare un anello di palude intorno al lago per ridare alla palude tutti quei terreni portati via dall’agricoltura. E fare in modo di salvare il lago. Nutrie permettendo.

di Francesco Bertolucci da libero.it

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