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Mariano Rajoy Monsieur Hollande c’è poco da discutere Roma è la più bella e il Presidente Francese di questo se ne può discutere…

«Monsieur Hollande c’è poco
da discutere Roma è la più bella»
Intellettuali e attori d’accordo: frase infelice. La replica al presidente francese

ROMA – Per dirla con monsieur Hollande, ecco, se ne può discutere: a volte in francese, a volte in romanesco, ma sono in molti a volergli rispondere. Perché non è passato inosservato, qui a Roma, il commento che proprio il presidente francese ha regalato venerdì al premier spagnolo Mariano Rajoy, il quale – ospite della città per il vertice con Mario Monti – ha riconosciuto di trovarsi nella «città più bella del mondo», prima che Hollande aggiungesse «di questo se ne può discutere…».

La scrittrice Carmen Llera Moravia sorride nel suo modo, gentile e aperto: «Una frase infelice, non l’unica sua… Ma credo sia l’unico francese o quasi a pensarla così, molti esponenti del suo governo sono pazzi di Roma e l’altro giorno si rammaricavano di non poter venire…». Racconta, lei, della Roma «che attraverso a piedi, al mattino, tra via Giulia e piazza Navona, una città incredibile. Poi, certo: c’è un degrado inimmaginabile, sembra abbandonata, ma nonostante ciò è bellissima. Parigi ha la grandezza, è più ordinata, ma a Roma ci si sente liberi». A Ilaria D’Amico, volto amato di Sky, bastano poche parole per ipotizzare quale motivazione avesse Hollande: «C’è bisogno di populismo ovunque, si dà in pasto al pubblico ciò che la gente vuole». Nel merito, Roma o Parigi? Sorride: «Le amo entrambe, non paragonabili. Parigi ha saputo valorizzare tutto ciò che ha, Roma in questo dovrebbe imparare… Ma è più stupefacente di Parigi». Il direttore del Foglio , Giuliano Ferrara, dice di essere «rimasto stupito, che Roma sia la città più bella è una verità lapalissiana. Poi, certo: rispetto a Parigi è più sporca, disorganizzata, indolente, papalina, né laica né moderna. Però che sia bella, la più bella, ecco, è l’unico dato di fatto».

Hollande a Villa Meidci (Afp)
La produttrice (di grande cinema, da Gianni Amelio a Costa Gavras, da Ken Loach a Peter Greenaway) Conchita Airoldi: «Parigi o cara, citando La Traviata, invece Roma è l’indiscutibile douceur de vivre, per ricordare Fellini e per la piacevolezza della vita. E noi ospitiamo i francesi a palazzo Farnese…». Di Hollande, direttamente, non dice nulla: ma fa riferimento a Mariano Rajoy, a certe differenze, «perché amo la galanteria degli spagnoli…». E Hollande? L’attrice Diane Fleri (presto uscirà il suo ultimo lavoro, «Nina», di Elisa Fuksas) non se ne fa un cruccio: «Ho avuto fidanzati francesi, bisogna lasciarli parlare… È sulla qualità che Roma non teme confronti, sui sapori, sul clima che influenza l’umore, sull’umanità che c’è». Lei, madre francese e padre italiano, la sua scelta l’ha fatta: «Parigi è perfetta per una vacanza, avrei potuto viverci, ma ho scelto Roma». Monsieur Hollande, senza rancore: au revoir.

Alessandro Capponi da corriere.it

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