Maremma il Consiglio di Stato demolire le baracche centenarie tra Bolgheri e Marina di Bibbona

Maremma, addio alle capanne amate dai vip
Una sentenza del Consiglio di Stato obbliga a demolire le baracche centenarie tra Bolgheri e Marina di Bibbona
Alte e schiette non lo sono mai state le capanne della spiaggia dei Pianeti, tra Bolgheri e Marina di Bibbona, luogo incantato non lontano dal viale dei cipressi del Carducci (loro sì alti e schietti e in duplice filar), un tratto di litorale ancora incontaminato, ai confini dal caos di Marina di Bibbona e la tranquillità selvaggia della Maremma livornese. Eppure da cent’anni le capanne di giunchi e legno volute dalle nobili famiglie del luogo (qui vivono e hanno proprietà e vigne Antinori, Cinzano, della Gherardesca, Frescobaldi, Incisa della Rocchetta) si sono unite indissolubilmente al panorama e sono state utilizzate con beatitudini infinite (e in parte liberamente) dall’umanità più disparata: vip, nobili, comuni mortali disposti a camminare per una mezz’oretta sotto il sole per raggiungerle e godersi una giornata di mare straordinaria e gratuita e unirsi in un unico popolo amante del sole e del salmastro.
I FAMOSI- Qui si sono crogiolati al sole della Toscana Harrison Ford e Johnny Deep, Andie Mc Dowell e Massimo Ciavarro, Edoardo Costa e l’eroina del Titanic Kate Winslet. E ancora hanno camminato sulla battigia le rockstar Sting, Renato Zero, Gianna Nannini, Umberto Tozzi, Red Canzian dei Pooh. E le capanne hanno fatto ombra ai reali Sarah Ferguson, Andrea d’Inghilterra e Sergio di Jugoslavia e pure ai rampolli delle famiglie Cinzano Marone, Menarini, Salamon, Costa, Gaetani Lovatelli.

LA SENTENZA- Adesso le quaranta antiche capanne tra l’Oasi di Bolgheri e Maria di Bibbona dovranno essere demolite. Lo ha deciso la sentenza 4431 del Consiglio di Stato dando ragione al Comune che dieci anni fa aveva emanato un’ingiunzione per demolire baracche, tettoie e capanne «realizzate in violazione agli articoli del codice della navigazione». Sono seguiti anni di battaglie legali e infine l’ultima sentenza: quella appunto della demolizione. E questa estate chi vorrà passare una giornata d’agosto sulla spiaggia libera e salvarsi dalle inevitabile scottature dovrà gioco forza portarsi l’ombrellone. Ma la vicenda ha anche risvolti meno romantici. Il Comune, in una nota, ha fatto sapere che sono in corso una serie di accertamenti in un’altra zona del lungo arenile, stavolta molto affollata, nella quale come funghi sono nate baracche e baracchini, gazebo e capannucce di ogni tipo.

Marco Gasperetti da corriere.it

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