Marcello Veneziani Ma i Bronzi di Riace sono un bene da esportazione oppure vanno amati sul posto, a chilometro zero? I I due cagionevoli ragazzi che sono stati duemila anni nei fondali hanno presentato certificato medico per non partire per l’Expo.

bronzi di riaceCosì i Bronzi possono diventare oro
Ma i Bronzi di Riace sono un bene da esportazione oppure vanno amati sul posto, a chilometro zero? I

I due cagionevoli ragazzi che sono stati duemila anni nei fondali hanno presentato certificato medico per non partire per l’Expo.

Capisco chi vuol mandarli in giro per il mondo come ambasciatori d’arte e civiltà anziché tenerli reclusi in un museo con pochi visitatori. E capisco chi invece intuisce che se l’arte si fa mobile ed esportabile, l’Italia – e non solo la Calabria – rischia di ridursi a un deposito merci preziose in transito. Il passo successivo è riprodurre l’opera d’arte e allora se ne faranno di copie conformi e più sane in Giappone, negli Usa, in Russia o negli Emirati.

Bisogna invece rivendicare il genius loci e l’aura irriproducibile delle opere e dei luoghi. Anche se i Bronzi non erano calabresi ma naufragarono in crociera, chissà se per colpa di un capitan schettino di allora. Da tempo propongo la terza soluzione: anziché tenerli chiusi e sequestrati in museo e anziché mandarli in giro per il mondo, perché non li si pianta sul mare, – previo condizioni favorevoli (un guscio invisibile) – all’imbocco del porto di Reggio, in modo che siano l’emblema del Mediterraneo, dell’Italia, della Calabria e di Reggio, visibili per mare e per cielo, per treno e per strada? Il sole nostrum è la loro patria e il mare nostrum è la loro matria. E poi alla Sirenetta di Copenaghen o alla Statua della libertà mica chiedono di andare in giro per il mondo… Portateli alla luce e il bronzo diventerà oro.

Marcello Veneziani  da ilgiornale.it

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