La maratona di Gerusalemme ( con Aldo e Giovanni )

di | Marzo 27, 2011

GERUSALEMME, IN 10MILA A MARATONA CONTRO PAURA ATTENTATI

La paura di nuovi attentati, dopo la bomba scoppiata mercoledi’, non ha spento l’entusiamo per la prima maratona di Gerusalemme, che ha richiamato 10 mila sportivi da tutto il mondo. A tagliare il traguardo per primo, dopo un percorso che si e’ snodato anche nella parte est occupata, e’ stato il kenyota Robert Cheruiyot, anche se all’arrivo ci sono stati momenti di confusione poiche’ i tre apripista della gara – un cristiano, un ebreo e un musulmano che indossavano t-shirt con su scritto “Tre religioni, un solo Dio” – hanno sbagliato strada, portandosi dietro buona parte dei corridori.

E cosi’, come ha riferito il Jerusalem Post, alla fine e’ stato proclamato vincitore Raymond Kipkoechh, anch’egli kenyota, che aveva totalizzato un tempo inferiore rispetto al suo connazionale. Scarpe da ginnastica e tanta grinta, anche il sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat, ha preso parte alla competizione.
“Correro’ tra la mia gente”, aveva annunciato subito dopo l’attentato di due giorni fa, in cui era morta una donna ed erano rimaste ferite 39 persone. “Dobbiamo tornare alla vita normale, solo cosi’ i terroristi capiranno che non hanno vinto”. Dopo aver partecipato alla maratona di New York, il primo cittadino della Citta’ Santa aveva capito che organizzare un evento simile anche a Gerusalemme sarebbe stata un’occasione unica per mostrare la bellezza della citta’.

E cosi’ e’ stato: il percorso si e’ snodato dalla Knesset all’universita’ ebraica, per poi entrare nella Citta’ vecchia e toccare altri punti della parte est, incuso il Monte degli Ulivi, tornando poi davanti al Parlamento ebraico. La partecipazione e’ stata da record, con seimila israeliani, tra cui duemila soldati, e quattromila corridori stranieri. Le polemiche, tuttavia, non sono mancate, soprattutto per la decisione di far passare la maratona nella parte occupata della Citta’ Santa.

Una decisione che ha fatto infuriare i consiglieri di opposizione all’interno del Consiglio comunale di Gerusalemme. “Una maratona non riunisce ebrei ed arabi”, ha tuonato il capo, Pepe Alalu. Nel fuoco delle critiche e’ finita anche l’Adidas, principale sponsor dell’evento, a cui l’opposizione ha chiesto di ritirare il proprio logo nel caso il percorso non fosse stato modificato. Un appello che non e’ stato accolto dalla casa tedesca.

da AGI.IT


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