Malibu lavoro nei fondali Surfisti arrabbiati rovinano l’onda perfetta

Lavori a Malibu, a rischio l’onda perfetta
I surfisti contro il programma di bonifica della laguna
Il fondale «pulito» potrebbe influire sul moto del mare
L’onda perfetta, sogno dei surfisti americani che arrivano tutto l’anno a Malibù per cavalcarla, è in grave pericolo. Colpa di un progetto voluto dall’amministrazione comunale della cittadina californiana, appoggiato da diverse associazioni ambientaliste e ostacolato invece dai surfer, che prevede il dragaggio e la bonifica della Malibu Lagoon, il crocevia dove il delta del fiume Malibù incontra l’oceano Pacifico, proprio davanti alla Surfrider Beach, quello spot (la location ideale) in cui tavole e teste sono in pari numero nei giorni in cui il mare regala onde lunghe e alte per cimentarsi sulle loro creste.
IL PROGETTO – Voluto dal California State Park, il progetto di bonifica è ora in discussione nel corso di animati consigli comunali. Prevede una spesa di 7 milioni di dollari per liberare la laguna da terreni limacciosi e fangosi, e ripristinare un habitat naturale per le colonie di animali, pesci e uccelli che vi abitano e che oggi non riescono a sopravvivere. Ma la salina, immettendosi nel mare, contribuisce con la sua attuale conformazione a rendere quell’effetto miracoloso dell’onda perfetta tanto amata dai surfisti. Cambiare l’assetto del terreno significherebbe variare anche il fondale marino tanto caro ai surfer, lasciando per esempio che grandi quantitativi di sabbia e sedimenti dragati dal fiume e dalla laguna arrivino nel mare. Basta uno scoglio o un avvallamento di troppo e l’onda si può spezzare, perdendo l’effetto magico e fermando la corsa sulla sua cresta a cavallo della tavola.

LE PROTESTE – Per questo motivo i consigli comunali di Malibù hanno iniziato a popolarsi anche di sportivi arrabbiati. Già 20 anni fa infatti, una prima operazione sui fondali davanti alla cittadina aveva rovinato l’andamento dell’onda in ingresso nella baia californiana. Oggi il progetto approvato a ottobre dell’anno scorso potrebbe compromettere ulteriormente la struttura di spiaggia e fondali. In verità a protestare sono anche alcuni ambientalisti: l’arrivo di escavatori e ruspe potrebbe causare danni irreparabili alla natura che vi abita, anche in mezzo al fango. La decisione dunque ancora è da definire. I lavori già approvati dovevano partire il prossimo 1 giugno, ma sono stati rimandati a settembre dopo l’ingiunzione della scorsa settimana da parte di un giudice della Corte Suprema di San Francisco che ha preso tempo per verificare meglio il progetto, mentre il sindaco di Malibù John Sibert rischia la poltrona per aver firmato un’operazione che scontenta tutti i (molti) surfer della città.

Eva Perasso da corriere.it

Leave a Reply