Maldive chiudono le oasi del relax spa terme il partito islamico sono centri di prostituzione

Maldive, chiudono le “oasi del relax”

Anche sul Web polemiche contro la decisione di chiudere le spa
Proteste di un partito islamico: «Sono centri di prostituzione».
Turisti delusi e tour operator preoccupati. In Rete è bufera
«E’ ridicolo, riapritele subito»

Chi ha avuto la fortuna di godersi una vacanza alle Maldive sa quanto sia piacevole farsi massaggiare in una delle spa da favola degli hotel di lusso.  Chi invece ancora non c’è stato, si scordi il sorriso di cordiali massaggiatrici e il profumo dell’olio. Il ministro del Turismo, infatti, ha deciso di chiudere tutti i centri benesseri degli alberghi.  Niente più comodi lettini, dolci aromi e musiche rilassanti. La decisione è stata presa dopo la protesta di un partito islamico, che ha definito le “oasi del relax”  dei centri di prostituzione.

Adhaalath, questo il nome del movimento conservatore anti-spa,  non ha perso tempo. Ha organizzato manifestazioni in piazza nella capitale Male, senza paura di far sentire la proprio voce. La mobilitazione ha messo in difficoltà il governo. E il pressing è stato così serrato che alla fine i dirigenti hanno imposto alle autorità di mettere il lucchetto agli istituti di bellezza. Sull’isola e all’estero la mossa non è piaciuta. Soprattutto perchè il presidente, Mohamed Nasheed, ha sempre parlato di ”forma tollerante” di Islam, in una nazione dove tutti sono musulmani per legge.  Turisti delusi e tour operator preoccupati hanno espresso subito  il loro dissenso, anche attraverso la Rete. Il turismo, d’altronde, è la principale fonte di ricchezza delle Maldive. E anche le spa hanno contribuito all’economia di questo paradiso. Per ora la situazione è bloccata, ma c’è già chi sostiene che l’esecutivo tornerà sui sui passi. Una volta calcolati gli enormi guadagni che derivano dai centri benessere, l’unica scelta possibile sarà quella di riaprirli.

Sulle isole dell’Oceano Indiano sono arrivati solo quest’anno oltre 850 mila turisti. Per approfittare di tutti i confort ci sono star disposte a spendere anche 12 mila dollari a notte per una camera.  Ovviamente queste località sono anche la meta preferita degli sposini o di chi semplicemente cerca tranquillità. Proprio in nome di quella tanto sognata serenità anche sul Web è scoppiata la polemica. Su Twitter si moltiplicano i commenti di quelli che non riescono a comprendere la drastica scelta. «E’ incredibile che le spa siano state chiuse soltanto per far calmare un partito islamico», recita un post online. Tra incredulità e amarezza, i messaggi sono animati da uno stesso spirito: «Ridicolo, ridateci i centri benessere».

ALICE CASTAGNERI da lastampa.it

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