Vacanze e viaggi nel tempo

Vacanze nel futuro
Non solo fantascienza. Diventa sempre più reale la possibilità di muoversi a bordo di una macchina del tempo.

di Eleonora Autilio

vacanze_macchina_del_tempoSognate di poter viaggiare nel tempo? Noi probabilmente non riusciremo a realizzare questo desiderio, ma qualche nostro discendete forse sì. Sono gli scienziati a dirlo, grazie ai risultati sempre più incoraggianti a cui stanno conducendo gli studi di meccanica quantistica che hanno ad oggetto proprio temi quali il teletrasporto di particelle ed oggetti e la possibilità di muoversi, oltre che nello spazio, anche nel tempo. In particolare il professor Seth Lloyd del MIT, il Massachuissets Institute of  Technology di Boston ha sorprendentemente dichiarato che il viaggio nel futuro è teconologicamente possibile.

In fondo lo stesso Einstein aveva sostenuto che lo scorrere del tempo non è universale, ma varia in base al differente stato di moto in cui si trovano due corpi che si osservano l’un l’altro. Più è veloce il moto relativo di un corpo, più questo percepirà in modo rallentato lo scorrere del tempo. Lo stesso effetto che otterrebbe avivcinandosi ad una grossa massa gravitazionale come la terra. Ed è proprio in base a questo principio che gli studiosi sostengono la possibilità di viaggiare nel tempo. E’ quindi di nuovo Albert Einstein con la sua teoria della relatività a venire in aiuto della scienza moderna anche se, in questo caso, per poter pervenire a risultati pratici saranno necessari ancora molti anni, probabilmente decenni, di ricerche ed esperimenti. Si tratta, infatti, di mettere insieme le leggi della meccanica quantistica con quelle della relatività e l’impresa non è certamente affare da poco.

Qualche passo avanti è stato già fatto quando lo scorso anno un gruppo di sudiosi presso l’Optical Ground Station dell’Agenzia Spaziale Europea alle Canarie, è riuscito sorprendentemente a replicare una particella di luce a più do 14 Km di distanza. L’originale è andato distrutto, perciò si può affermare a tutti gli effetti che non si è trattato semplicemente di crearne una copia in un altro luogo. Da questo a teletrasportare un corpo ce ne passa, ma il risulato ha ugualmente del fantascientifico. Non dimentichiamo, poi, che l’applicazione alla realtà di teorie di questo genere, comporta, oltre alla oggettiva necessità di progettare e realizzare macchinari in grado di compiere l’impresa, anche l’esigenza di superare non pochi paradossi fisici e di coerenza, primo su tutti, ad esempio, quello che presuppone che se un uomo dovesse voler vedere sè stesso nel futuro, il corso degli eventi continuerebbe senza di lui e perciò si ritroverebbe a cercare qualcuno che non esiste più perchè sparito molto tempo prima.

da libero.it

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