Luci d’artista a Torino Le ore e le Maschere

Le Ore e le Maschere: Luci a Torino

TORINO: Luci d’artista – Sembra una scultura astratta formata da anelli ed elementi lineari in metallo con dei led incastonati. Invece, è un gigantesco e luminoso orologio, che scandisce le ore in formato binario, mentre dialoga con Palazzo Madama lì di fronte in piazza Castello. My Noon di Tobias Rehberger, uno dei più noti artisti tedeschi contemporanei, premiato con il Leone d’Oro all’ultima Biennale di Venezia, è la prima luce che il 3 novembre si è accesa su Torino. Per la 13esima edizione di una manifestazione che quest’anno schiera 20 opere di autori internazionali, di cui tre nuove, in diversi luoghi della città. Piazze, viali, facciate di palazzi e cortili, come quello di Palazzo Chiablese illuminato da Bwindi Light Masks di Richi Ferrero: 40 maschere identiche provenienti da un’area di confine tra Congo e Uganda, che sembrano animarsi in una danza di bagliori. O il cortile del secentesco Palazzo Bertalazone completamente trasformato dall’installazione in fibra ottica di Carlo Bernardini, Cristallizzazione sospesa. Oltra alla sorpresa delle novità, la magia di opere che ormai da anni fanno parte dello scenario torinese durante l’inverno: dalla scia di numeri di Mario Merz sulla cupola della Mole Antonelliana al Regno dei fiori di Nicola De Maria in piazza San Carlo, dai Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn che illuminano il Monte dei Cappuccini fino al Tappeto volante di Daniel Buren che tinge di rosso, bianco e verde la piazza davanti a Palazzo Civico, a 150 anni dall’Unità d’Italia.
Info: fino al 16 gennaio 2011, le opere di Buren, Gastini, Horn, Kosuth, Merz, Pistoletto e Zorio verranno riaccese in primavera per l’anniversario dell’Unità, www.contemporarytorinopiemonte.it.

da corriere.it

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