Lo Scandalo della Domus Area

1- CI VOLEVA IL MINISTERO DEI BENI CULTURALI PER PER “SISTEMARE” LA CASA DI NERONE! – 2- NEL 2009 IL SOTTOSEGRETARIO AI BENI CULTURALI, IL PIDIELLINO FRANCESCO GIRO, AVEVA ANNUNCIATO CHE “ENTRO DUE ANNI LA DOMUS AUREA SARÀ RIAPERTA AL PUBBLICO” – 3- BENE, QUI DI AUREO CI SONO SOLO LA MAREA DI SOLDI STANZIATI (18,8 MILIONI) PER UNA MESSA IN SICUREZZA CONTRO LE INFILTRAZIONI D’ACQUA CHE NON È MAI ARRIVATA – 4- LA DOMUS AUREA DOVEVA ESSERE RIAPERTA IN QUESTI GIORNI MA PER 54 MESI NON SI È FATTO NULLA E IL SOTTOSEGRETARIO GIRO LANCIA UN NUOVO PROGETTO “MARCHETTI-CARANDINI” CON COSTI LIEVITATI FINO A 50 MLN PER UN PROGETTO IN STILE LAS VEGAS- HOTEL CESAR PALACE CHE PREVEDE 3 ASCENSORI AI BORDI DELLA SALA OTTAGONA – 5- COME POSSONO GLI ASCENSORI TAMPONARE LE PERDITE D’ACQUA? NON POSSONO, MA ALMENO POSSONO SPIEGARE COME SI SIA ARRIVATI A PREVEDERE UNA SPESA DI 50 MILIONI –

DAGOREPORT

“Entro due anni la Domus Aurea sara’ riaperta al pubblico”, avevano annunciato trionfalmente il 4 giugno 2009 il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro e il commissario straordinario di governo Luciano Marchetti. Bene, bravi, bis! E quanto dovevano costare la messa in sicurezza delle pareti della casa di Nerone, l’impermeabilizzazione e “il nuovo decoro” dei sovrastanti giardini di colle Oppio? Circa 15 milioni di euro, compresi i 3,8 milioni ricevuti come dotazione di partenza dal commissario Marchetti nel lontano agosto 2006.

Dopo aver commissionato almeno tre progetti diversi, e dopo svariati annunci del commissario secondo cui “il progetto e’ pronto”, il 9 marzo scorso e’ lo stesso Giro a organizzare un bell’annuncio per distrarre l’attenzione dal fatto che neppure a giugno di quest’anno riaprira’ al pubblico la Domus Aurea. Viene raccontato a una stampa particolarmente disattenta che i comitati ristretti del ministero stanno studiando il progetto di Marchetti “e di Andrea Carandini”, dal che si deduce che trattasi di un nuovo certame che coinvolge anche il presidente del Consiglio superiore dei beni culturali.

E in che consiste il nuovo progetto? Giro sostiene candidamente che ” bisogna rimuovere il terrapieno soprastante”, senza che nessuno gli faccia notare che proprio questo era il primo intervento per contrastare la cosiddetta emergenza che porto’ al commissariamento. Cioe’, stiamo parlando di 54 mesi passati a fare che cosa?

Boh! In ogni caso l’ottimo sottosegretario stende una bella cortina fumogena preventiva – hai visto mai che qualcuno faccia notare alle plebi che a giugno dovevano riaprire la Domus – e parla di “una grande impresa da 50 milioni di euro”.

Ah, pero’. Mentre tutto intorno la Soprintendenza di Roma apriva decine di cantieri con i suoi pochi mezzi, la famosa gestione straordinaria del commissario di governo per “l’urgenza Domus Aurea” (come la definiva il decreto del 2006) faceva non si sa bene cosa e i costi lievitavano da 15 a 50 milioni. Ora succede che in questi giorni – dopo una prima riunione dell’11 aprile scorso – si tengano animate sedute “tecniche” al ministero retto da Giancarlo Galan, tutte dedicate al nuovo “progetto” Marchetti-Carandini.

Che cosa stiano discutendo e decidendo e’ avvolto dal segreto. Per ora si percepisce solo l’imbarazzo per un progetto in stile Las Vegas-Cesar Palace che prevede 3 ascensori ai bordi della Sala Ottagona. In particolare, secondo gli spifferi che arrivano a Dagospia, pare che la domanda piu’ gettonata ai tavoli tecnici sia questa: ma come possono gli ascensori tamponare le perdite d’acqua? In effetti non possono, ma almeno possono spiegare come si sia arrivati a prevedere una spesa di 50 milioni. Ovvero, 10 per ogni anno di inerzia, a voler essere rozzi ma efficaci.

da dagospia.com

Leave a Reply