L’Epifania a Malaga

A Malaga per l’Epifania
Sfilate in carrozza, spettacoli e concerti all’aria aperta, per una lunga notte di divertimento

La magia del Natale, con i bambini in trepidante attesa dei loro doni, e la follia del Capodanno, grazie ai concerti che animano le piazze fino all’alba: a Malaga l’Epifania, oltre a chiudere le feste, ne riassume gli aspetti più divertenti e folkloristici. Meta estiva gettonatissima, la città offre anche in inverno temperature miti che invitano a scendere in strada per godere dell’atmosfera di festa, con i vicoli del centro coperti da un cielo di luci e i grandi alberi di Natale che svettano nelle piazze. Il tutto a creare una cornice suggestiva dentro cui muoversi alla scoperta delle molte bellezze malagueñe.

Nel giorno dell’Epifania tanti presepi attendono l’arrivo dei Re Magi, che in tutta la Spagna portano i regali ai più piccoli. Nelle chiese, lungo le strade e al centro delle piazze si incontrano natività di ogni tipo, dalle più tradizionali a quelle floreali, fino al presepe luminoso che rende ancora più suggestivo il sagrato della Cattedrale. Da non perdere il presepe che il municipio allestisce nella Casona del Parco, ma soprattutto lo spettacolare sbarco dei Magi che giungono via mare.

L’appuntamento è al porto di Malaga, dove alle 5 del pomeriggio approdano Melchiorre, Baldassarre e Gasparre per dar vita alla C,avalcata dei Re Magi dall’Oriente. I tre personaggi sfilano nelle vie principali accompagnati da 12 carrozze, cinque bande musicali e una pastorale, distribuendo un milione e mezzo di caramelle tra i cento milioni di malagueños che assistono ogni anno al corteo. La sfilata si conclude con un grande festival che vede cantanti, prestigiatori e artisti di strada esibirsi nelle piazze cittadine fino a notte fonda.

Accanto alla fiesta, Malaga regala poi tutto lo splendore di una città che vanta una storia millenaria fatta di cultura, arte e architettura. Nel centro storico ci si imbatte nell’impronta artistica che affonda le radici nell’epoca fenicia e arriva fino ai giorni nostri. Il tour non può che iniziare dal Teatro Romano nella parte occidentale della città. Scoperto solo nel 1951, risale al I secolo, al tempo dell’impero di Augusto. Il teatro, che oggi ospita alcuni spettacoli all’aperto, si trova ai piedi della collina di Gibralfaro, dove sorge l’Alcazaba, la cittadella nazarì che costituisce uno simboli cittadini. Tra le maggiori fortezze arabe dell’Andalusia, è protetta da due cinte murarie lungo cui passeggiare godendo di una vista a 360 gradi su Malaga. Alla fine del lungo percorso, e dopo una visita al palazzo e al suo museo archeologico con i manufatti fenici, romani e moreschi, è imperdibile una sosta all’ombra degli alberi, per sorseggiare un cappuccino in un silenzio irreale.

Nel cuore di Malaga l’orgoglio cittadino è rappresentato dalla Cattedrale dell’Incarnazione, un’opera eclettica la cui costruzione, sui resti di una moschea, è iniziata nel XIV secolo per ordine dei Re Cattolici e si è protratta per quasi tre secoli. Chiamata dagli abitanti La Manquita, “la piccola monca”, per via di una torre campanaria mai eretta, è un mix di stili architettonici che parte dal gotico della struttura per giungere alle influenze rinascimentali e barocche degli interni. Introdotta dai giardini e da un incantevole cortile, la Cattedrale custodisce una carrellata di opere d’arte: le immagini di arte sacra andalusa nelle cappelle, le volte decorate, le sculture lignee del coro nella navata centrale, i pulpiti in marmo e gli organi barocchi.

Sempre arte, ma prevalentemente profana, permea il centro storico di Malaga con una ventina di musei e un’offerta variegata: dalle opere antiche alle tendenze avanguardistiche, passando per l’arte popolare, i musei interattivi e le mostre all’aria aperta. Bandiera della città è Picasso, i cui lavori sono esposti nel museo e nella casa natale (vedi articolo collegato), ma meritano una visita anche il nuovissimo Museo Carmen Thyssen, inaugurato lo scorso marzo nel Palacio de Villalón e dedicato alle diverse correnti della pittura spagnola del XIX secolo, e il Centro d’Arte Contemporanea, che ha trovato sede in un vecchio mercato lungo la sponda del fiume Guadalmedina ed espone 400 opere, in prevalenza fotografie. Gli amanti dei motori, infine, non possono rinunciare a una visita del Museo Automobilistico (vedi articolo collegato): con oltre 90 modelli che ripercorrono la storia delle quattro ruote nell’arco di tre secoli, è una mecca per gli appassionati d’auto d’epoca.

da ansa.it

Leave a Reply