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L’eclissi o Transito di Venere visibile Mercoledì 6 Giugno all’alba

Astronomia: tutti a naso all’insu’ per vedere Venere all’alba
Mercoledi’ 6 giugno, pochi minuti dopo mezzanotte ora italiana, il pianeta Venere entrera’ nel disco del Sole: apparira’ come una sorta di neo in movimento, che sfilera’ lentamente davanti alla nostra stella, compiendo il tragitto in circa 6 ore e 40 minuti. Il fenomeno, detto “transito di Venere”, e’ dovuto al perfetto allineamento fra il Sole, Venere e la Terra. Poiche’ le orbite dei due pianeti attorno alla nostra stella sono leggermente inclinate l’una rispetto all’altra, si tratta di un fenomeno estremamente raro: l’ultima volta che si e’ verificato risale al 2004, e per il prossimo sara’ necessario attendere piu’ di un secolo, fino all’11 dicembre del 2117. Un’occasione unica e imperdibile, dunque. Ma visibile dall’Italia solo nelle sue fasi finali: per osservare il transito di Venere dal nostro Paese occorrera’ infatti aspettare il sorgere del Sole, a fenomeno in corso gia’ da alcune ore. Le regioni piu’ favorevoli per l’osservazione diretta saranno quelle del Nord-Est, a patto di svegliarsi di buon’ora. A Trieste, per esempio, dove il Sole sorgera’ alle 5:17, lo spettacolo durera’ quaranta minuti piu’ che a Cagliari, dove il sorgere del Sole e’ previsto solo per le 5:57. Attenzione, pero’: l’osservazione del transito dal vivo richiede cautela. Anche se il Sole sara’ basso sull’orizzonte, e’ infatti fondamentale non osservarlo mai direttamente, ma solo attraverso vetri protettivi specifici (come per le eclissi di Sole), altrimenti si rischiano serie conseguenze per gli occhi. Numerose le iniziative messe in campo dall’INAF (Istituto Nazionale Astrofisica) per assistere al fenomeno, dal vivo o sul web, in piena sicurezza e con un ricco contorno di attivita’ sociali e didattiche. Per chi vuol prepararsi in anticipo, nel pomeriggio di martedi’ 5 giugno l’Osservatorio Astronomico di Trieste propone una conferenza di Paolo Molaro dal titolo “Il transito di Venere tra storia e scienza” (presso la sala ovale dell’Osservatorio, ore 18, ingresso libero), mentre a Bologna saranno Fabrizio Bonoli e Flavio Fusi Pecci a parlare del “Passaggio di Venere sul Sole” presso la Specola (via Zamboni 33, ore 17). Passando poi alle proposte per le osservazioni dal vivo con telescopi solari, a Padova, all’alba di mercoledi’ 6 giugno, “Colazione con Venere” (25 i posti disponibili) insieme agli astronomi dell’Osservatorio, che hanno anche approntato un ricco sito web con tutte le informazioni utili per seguire il fenomeno (www.lanottedivenere.it). Osservazioni pubbliche all’alba, sempre con la guida di astronomi dell’INAF, sono previste anche a Palermo (presso il Foro Italico), sui colli di Bologna (San Michele in Bosco), a Catania (in collaborazione con il Gruppo Astrofili “G. Ruggieri”) e in altre localita’ che l’INAF segnalera’ sul sito di Media INAF (www.media.inaf.it) e sui social network a esso collegati. Il transito di Venere, oltre a essere uno spettacolo che la grande maggioranza di noi non avra’ mai piu’ occasione di rivedere, e’ anche per gli astronomi un’occasione piu’ unica che mai per studiarne l’atmosfera e per collaudare e affinare le tecniche utilizzate nello studio dei pianeti extrasolari. Anche per quest’ultimi, infatti, cio’ che i telescopi osservano e’ il transito dei pianeti davanti alle stelle che li ospitano. “La tecnica dell’osservazione del transito permette non solo di individuare nuovi pianeti extrasolari, ma anche di studiarne la composizione”, ha spiegato Giuseppe Piccioni, ricercatore presso l’INAF-IAPS di Roma. “Ecco allora – continua – che poter assistere al transito di Venere ci permette di verificare questa tecnica da vicino, all’interno del nostro Sistema solare, offrendoci cosi’ l’opportunita’ di un test straordinario”. Responsabile dello spettrometro VIRTIS a bordo della sonda ESA Venus Express, Piccioni e’ anche a capo di una spedizione scientifica diretta alle Isole Svalbard (partiranno domenica 3 giugno) dedicata all’osservazione del transito di Venere, che dall’arcipelago situato oltre il circolo polare artico compira’ il suo tragitto stagliandosi sul Sole di mezzanotte. Occhi puntati su Venere, o meglio sulla Luna, anche in Cile. Sara’ dalla cordigliera delle Ande, infatti, che un team guidato da Paolo Molaro dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste utilizzera’ lo strumento HARPS, montato sul telescopio da 3.6 metri dell’ESO e dedicato allo studio sei pianeti extrasolari, per eseguire misure di righe spettrali catturando la luce del transito riflessa dalla Luna. Infine, per offrire al grande pubblico una copertura completa dell’evento, gli astronomi del progetto europeo GLORIA, del quale INAF e’ fra i partner principali, hanno organizzato tre spedizioni osservative in alcuni fra i luoghi piu’ favorevoli per seguire per intero il fenomeno. Muniti di telescopi solari robotizzati, trasmetteranno la diretta web dell’intero transito visto da Cairns (Australia), da Sapporo (Giappone) e da Troms? (Norvegia). La diretta sara’ visibile in streaming a partire dalla mezzanotte, oltre che sul sito del progetto (www.gloria-project.eu), anche sulle pagine di Media INAF (www.media.inaf.it). Il team di GLORIA (GLObal Robotic telescopes Intelligent Array for e-Science), finanziato dal Settimo Programma Quadro con l’obiettivo di dar vita a una sorta di “astronomia 2.0”, ha anche messo a punto due attivita’ didattiche destinate agli insegnanti e agli studenti che abbiano voglia di divertirsi con la meccanica celeste. Sul sito del progetto sono infatti disponibili tutte le istruzioni per sfruttare il transito al fine di misurare la distanza Terra-Sole e calcolare la latitudine del proprio luogo di osservazione.

da agi.it

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