Le vacanze lampo degli Italiani

Il fatturato registra calo del 3,7%.Male la montagna, resiste il mare

Meno turisti per l’estate del 2009. Giugno e luglio hanno registrato un calo di fatturato del 3,7% rispetto agli stessi due mesi del 2008, pari a una perdita di 1,2 miliardi di euro. La diminuzione si è registrata soprattutto a luglio, con l’1,3% di turisti in meno rispetto un anno prima. Finora agosto invece perde lo 0,2%. Sono i dati divulgati da Fipe, che sottolineano anche una diminuzione del turismo straniero. Il calo più sensibile si è registrato in montagna e nei laghi, tengono le località marittime e le città d’arte. Mentre la produzione industriale crolla, il settore turistico cerca di resistere.

«L’estate turistica mostra qualche prevedibile debolezza, ma non sarà una dèbacle – afferma Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe – perchè alle ferie estive non si rinuncia, nemmeno in periodo di crisi. E sarà così anche nei prossimi anni. L’estate rimarrà lo zoccolo duro del nostro turismo anche per un aspetto climatico e difficilmente potrà essere modificabile nella sua concezione tradizionale. Le possibilità per lo sviluppo del turismo, allora, vanno ricercate negli altri periodi dell’anno che il turista, anche quello italiano, dimostra di gradire, cercando di ottimizzare il suo budget turistico annuale e accelerando quel processo di destagionalizzazione da tutti auspicato anche per mareelevare il tasso di produttività e di efficienza del settore».

A salvare il turismo la vacanza mordi e fuggi. Tre giorni all’anno in una località, altri cinque di un altro mese in un’altra, dieci giorni per il mese di agosto. E’ questo il nuovo modo di trascorrere le ferie, come conferma l’indagine del centro studi Fipe-confcommercio, basata sulle risposte fornite dai gestori di pubblici esercizi in grado di intercettare qualsiasi forma di turismo. Sarà per la crisi economica, sarà per un nuovo stile di vita, sarà per i continui inviti a scaglionare le vacanze, sarà per le tecnologie che rendono la canicola estiva meno attanagliante in casa e in ufficio, ma in Italia e in tanti altri paesi si è riscoperto il piacere di frazionare le vacanze, distribuendole su più periodi, interrompendo quindi più frequentemente le abitudini quotidiane.

E così il vacanziere di trent’anni fa ,con la valigia in mano gonfia di vestiti per un mese di soggiorno, lascia il posto al nuovo turista con il trolley piccolo e maneggevole dall’uso frequente. E se la nuova tendenza fa soffrire chi incentrava gli affari in maniera esclusiva sulla stagione estiva, le micro-vacanze sembrano favorire il sistema turistico nel suo complesso e soprattutto quelle destinazioni che possono contare su un efficiente sistema di servizi integrati.

da LA STAMPA

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