Categorie
curiosità economia mare vacanze

Le spiagge italiane 2012 tra tecnologia e ecologia

Le spiagge italiane sono sempre
più biocompatibili e tecnologiche
Passarelle in materiale riciclato, cabine, ombrelloni fotovoltaici, raccolta differenziata

MILANO – Passarelle in materiale riciclato, cabine e ombrelloni fotovoltaici, pozzi geotermici e impianti eolici per sfruttare mare, vento e sole. E, tra le novità di questa stagione, le nanotecnologie per la eco-manutenzione. Ma anche, per un tratto della costiera romagnola, acqua refrigerata gratis e collegamento a internet illimitato. Sono questi alcuni dei punti di forza delle spiagge ecosostenibili italiane, stabilimenti balneari che possono sventolare, oltre a quella del mare pulito, anche le bandiere del risparmio energetico e del rispetto ambientale. Una pioggia d’investimenti lungo tutto lo Stivale, tra gestori, aziende e organi provinciali, per sfruttare le fonti rinnovabili e migliorare le strutture turistiche. Con risultati d’eccellenza e biocompatibili in tutto il Mediterraneo. Da Rimini, fino alla Sicilia.
ROMAGNA TECNOLOGICA – Tra le regioni più sensibili, sotto il profilo del rispetto ambientale e dell’accesso alle nuove tecnologie spicca, come reginetta dell’estate 2012. l’Emilia Romagna. Un amore per l’ecologia, cominciato già una decina di anni fa con i primi finanziamenti per la sostenibilità negli stabilimenti balneari della provincia di Rimini. Aiuti pratici ai gestori, come la fornitura gratuita dei riduttori di flusso per il risparmio idrico e la creazione di isole ecologiche per la raccolta differenziata. Tra le operazioni di maggior rilievo, quella appena terminata lungo 9 chilometri della costa romagnola. E che, tra Cervia, Milano Marittima e Tagliata, ha coinvolto nel processo di rinnovamento 223 stabilimenti. Un intervento complesso, fatto dal Comune di Cervia insieme al gruppo Hera e la cooperativa dei bagnini, cominciato a marzo del 2010 e costato quasi 2 milioni di euro.

NUOVE RETI – Un investimento, quasi obbligato, per rinnovare le vecchie reti ormai fatiscenti di acqua e di gas che ha permesso, oltre a eliminare il sistema delle vecchie bombole, anche di cablare ininterrottamente con la fibra ottica tutto il percorso. Con la conseguenza, di rendere Cervia la spiaggia wi-fi più estesa d’Italia. Una svolta verso il progresso, ma anche un freno allo spreco delle risorse naturali. «Con le perdite lungo la condotta della vecchia rete», spiega Danilo Piraccini, presidente della cooperativa bagnini di Cervia, «perdevamo circa 80 mila euro a stagione, sprecando migliaia di litri di acqua. Adesso, invece, grazie al collegamento diretto al sistema idrico, ogni stabilimento può mettere a disposizione dei turisti l’acqua fresca, anche quella gasata, evitando lo stoccaggio e lo smaltimento dei contenitori vuoti. Risparmiando almeno una tonnellata di plastica per ogni stabilimento. Alcuni stabilimenti di nuova generazione, poi, sono molto avanzati per quello che riguarda lo spreco. Ad esempio, il bagno Attilio ha anche una struttura per l’accumulo dell’acqua piovana».

SPIAGGIA WI-FI – La nuova rete di Cervia, oltre a ridurre l’impatto della plastica, ha dato vita a un vero e proprio network balneare. «Oltre a offrire un collegamento gratis e superveloce per 9 chilometri», prosegue Piraccini, «abbiamo anche creato un’applicazione per tablet e smartphone dove i turisti possono aggiornarsi su tutti gli avvenimenti della costa. Le informazioni, dalla presentazione di un libro a un happy hour sulla spiaggia, vengono infatti caricate in tempo reale. E ogni utente è libero di offrire il suo contributo per allargare la panaromica degli eventi».

NANOTECNOLOGIE – Quest’anno a fare il loro ingresso in Romagna, oltre alla fibra ottica, anche le nanotecnologie. Sperimentate al bagno Giulia 85 di Riccione per una manutenzione ultra ecologica. Uno stabilimento che da più di dieci anni riserva per la cura dell’ambiente e il rispetto del sociale. Con le sue passarelle, interamente di materiale riciclato fatto da pvc e noccioli d’oliva, studiate per essere facilmente accessibili a disabili e a non vedenti. «In questi anni», spiega il proprietario del bagno, Matteo Giovanardi, «abbiamo affrontato tematriche importanti. Dal risparmio idrico, con i riduttori di flusso e il riciclo dell’acqua per l’innaffiamento, a quello energetico con l’impianto fotovoltaico. Ma abbiamo anche investito per rendere la nostra spiaggia accessibile a tutti, eliminando le barriere architettoniche e rinunciando a qualche cabina per creare quelle con doccia calda per i disabili. E adesso stiamo sperimentando con successo anche le nanotecnologie per la pulizia e per il rivestimento protettivo delle superfici di legno». Elementi, in questo caso biossido di titanio e di silicio, creati in misura nana per esprimere, chimicamente parlando, nuove qualità. Tra cui quella fotocatartica, quella autopulente e quella autoigenizzante. «Grazie alla forma ridotta», spiega Stefano Silvestrin di Nanosilv, «le molecole dei nostri prodotti reagiscono alla luce dell sole e diventano in grado di disgregare le sostanze nocive. Agendo come un disinquinante dell’ambiente, come fossero alberi. Anche per pulire i pannelli fotovoltaici, infine, sono un’ottima soluzione. Infatti, le stiamo testando con successo insieme al dipartimento di ingegneria dei materiali dell’Università di Modena».

ECOPLAYA – Campione dello sfruttametno delle risorse naturali, infine, i bagni Magarìa di San Leone, in provincia di Agrigento. Uno stabilimento dalla forma di scafo totalmente alimentato dalle rinnovabili: al minieolico per l’illuminazione dei pontili alle docce riscaldate con i raggi solari.

Carlotta Clerici da corriere.it

Rispondi