Le Due Torri di Bologna sono malate in pericolo Boschi

“Le torri sono malate, stop al traffico Bologna deve diventare come Pisa”
L’allarme del geologo Boschi: «Troppi autobus, vanno fermati»

" LE CINQUE TORRI  di Porta Ravegnana - Bologna " formella in terracotta policroma eseguita dallo scultore bolognese Tiziano Vincenzi
” LE CINQUE TORRI di Porta Ravegnana – Bologna ” formella in terracotta policroma eseguita dallo scultore bolognese Tiziano Vincenzi

Forse non crolleranno ma le due Torri di Bologna non se la passano troppo bene. Secoli di eventi sismici e atmosferici e decenni di traffico hanno affaticato la struttura in mattoni più alta del mondo. Lo sostiene uno studio dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia curato dal suo presidente, Enzo Boschi. Lo studio, pubblicato online sulla rivista scientifica “Journal of Cultural Heritage, è stato realizzato dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni dello stesso Boschi che aveva parlato del rischio crolli in seguito al previsto passaggio del tram a guida ottica, Civis, sotto i due edifici.

«Nello scorso settembre abbiamo rilevato – ha detto Boschi presentando i dati nella sede bolognese del Pdl – lo stato delle torri al di là di ogni ragionevole dubbio. Lo abbiamo fatto grazie a uno strumento chiamato laser scanner che mostra con grande precisione le condizioni della struttura».

Come ha spiegato Arianna Pesci, che ha materialmente realizzato le rilevazioni, sono state esaminate una per una le singole pareti delle Torri evidenziando «macchie di deformazione in vari punti degli edifici. Sulla Garisenda, la più bassa delle due, tra l’altro, coincidono con le cinghie di consolidamento già presenti. A preoccupare sono soprattutto le dinamiche di torsione, difficilmente sopportabili dalle strutture in muratura».

La scienziata ha spiegato che lo studio sarà ripetuto entro un anno, «vogliamo verificare come evolve la situazione». Intanto una ricerca analoga si sta svolgendo anche per palazzo d’Accursio, uno degli edifici che si affaccia su piazza Maggiore e sede del Comune.

Per Boschi, non potendo limitare gli eventi naturali che danneggiano le Torri, l’unica forma di tutela possibile è la chiusura del traffico: «Di tutto il traffico, come avviene a Pisa dove alla Torre non si può avvicinare neanche un taxi. Oggi, dalla mattina alla sera, sotto le torri passano due autobus al minuto. Addirittura tre nelle ore di punta. Poi arriverà il nuovo tram: ogni singolo passaggio non demolisce niente. Ma giorno dopo giorno la struttura si indebolirà ancora».

D’accordo solo in parte sulla chiusura del traffico l’organizzatore della conferenza stampa, il deputato Fabio Garagnani: «Sulla chiusura ai mezzi pesanti e quindi anche al Civis non possiamo che essere d’accordo. Sui mezzi privati, no. Comunque – ha concluso – nel nostro programma per le amministrative terremo conto di questo studio. Intanto ho già presentato in parlamento un interrogazione per bloccare il progetto del nuovo tram».

da lastampa.it


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