L’avvocato americano Lonnie Kocontes, 55 anni, accusato di aver ucciso la moglie Micki Kaneski, 52 anni in crociera nel mediterraneo l’avrebbe strangolata e gettata in mare dalla Island Escape

Island EscapeUccise la moglie in crociera,
arrestato dopo sei anni

Il delitto durante una vacanza
lungo le coste del Mediterraneo
Kocontes, 55 anni, rischia l’ergastolo
Pensava ormai di averla fatta franca con la giustizia, a sei anni da quella sorta di “delitto perfetto” della moglie, uccisa durante una Crociera lungo le coste del Mediterraneo.

Ma l’Fbi per tutto questo tempo non gli ha dato tregua. E al termine di lunghe indagini in collaborazione con la Polizia italiana, ha arrestato nel sud della Florida questo avvocato californiano, Lonnie Kocontes, 55 anni, con l’accusa di aver strangolato la moglie, Micki Kaneski, 52 anni, e averla gettata in mare la notte del 26 maggio 2006.
All’epoca riuscì a nascondere ogni prova, simulando una incredibile sparizione. A guidare gli inquirenti, spiega la portavoce dell’Orange County District Attorney’s office, il movente economico. Due anni dopo il fattaccio, Kocontes ha infatti trasferito oltre un milione di dollari dal conto in banca della Kaneski, a un nuovo conto aperto in comune con la nuova moglie.

Ma a impressionare sono i dettagli del suo disegno criminale: Lonnie e Micki per tanti anni del loro matrimonio hanno vissuto come cane e gatto, litigando di continuo. Arrivando, nel 2002, al divorzio.
Dopo continui tentativi di riappacificazione più o meno tutti falliti, nel 2006, l’uomo ha proposto alla moglie una Crociera nel Mediterraneo, in modo da darsi un’ultima chance di riconciliazione. In realtà era una trappola, preparata nei minimi dettagli, come un film da giallo, per disfarsi definitivamente della moglie. Secondo le indagini, la signora lasciò la cabina all’una di notte per prendersi una tazza di te. Da quel momento si sono perse le sue tracce. Il marito, fingendo di essere in preda al panico, disse di non avere idea cosa fosse successo. Il corpo della donna venne ritrovato il giorno dopo sulle coste calabresi. L’autopsia rivelò che la donna morì strangolata, e poi, venne gettata in mare. Un elemento che escluse subito l’ipotesi del suicidio.
Se la Corte lo giudicherà colpevole, Kocontes rischia come minimo l’ergastolo, se non addirittura la pena di morte.

Leave a Reply