L’Anno Cerdà di Barcellona, l’Eixample da visitare

La capitale catalana festeggia i 150 anni dal suo ampliamento
A Barcellona per l’Anno Cerdà
Mostre, convegni e incontri di urbanistica

DARIO BRAGAGLIA

eixample_barcellona1Barcellona celebra quest’anno con una serie di mostre ed eventi l’Anno Cerdà, per ricordare i 150 anni dall’approvazione del piano di ampliamento della città, grazie al quale fu creato il distretto dell’Eixample (o Ensanche, se invece del catalano si usa lo spagnolo), vale a dire l’estensione.

Oggi il nome dell’ingegnere Ildefons Cerdà i Sunyer dice poco ai non addetti ai lavori. Il nome della capitale catalana è abitualmente abbinato a Gaudì, eppure si deve al piano urbanistico disegnato da Cerdà se, a partire dal 1859, una volta abbattute le mura medievali, la città ha potuto svilupparsi verso nord, oltre Plaça de Catalunya e gli allora angusti e malsani limiti della Ciutat Vella. Il regolare reticolo di isolati compresi fra la Sagrada Familia a est, la stazione di Barcelona Sants a ovest e attraversato da alcuni dei più eleganti viali d’Europa, come la Gran Via, il Passeig de Gràcia, l’Avinguda Diagonal sono oggi una delle maggiori attrazioni turistiche di Barcellona, proprio perché qui furono costruiti i più importanti edifici di Antoni Gaudì e di altri famosi architetti modernisti come Lluís Domènech i Montaner e Josep Puig i Cadafalch.

La storia dell’approvazione del Piano Cerdà è in realtà assai complessa. A metà dell’Ottocento, in un clima caratterizzato dalle parole d’ordine ¡Abajo las murallas!, il comune di Barcellona bandì una gara per l’espansione della città sul terreno pianeggiante che si estendeva prima dei villaggi di Sarrià e di Gràcia. A vincerlo fu il progetto presentato dall’architetto Antoni Rovira i Trias che prevedeva un ampliamento radiale a partire dalla città vecchia. Il piano però non piacque a Madrid che per regio decreto impose quello presentato da Cerdà. Il quale si ispirava piuttosto ai contemporanei progetti haussmanniani per il risanamento di Parigi, anche se qui non c’era nulla da distruggere ma soltanto da costruire.

Il motto dell’ingegnere era: “Ruralizzare la città, urbanizzare la campagna”, parole nelle quali sono sintettizzate le sue istanze di socialismo utopistico abbinate a esigenze di razionalità e di geometrica uguaglianza.

Nacquero così, poco a poco, gli isolati ottogonali simili gli uni agli altri, con gli angoli smussati. A molti questa scelta non piacque, come a Puig i Cadafalch che detestava la sua “sacrale monotonia”. In realtà il progetto iniziale di Cerdà prevedeva molti più spazi verdi e fu in parte snaturato dalla speculazione edilizia che puntava a moltiplicare le superfici abitative e commerciali, in luogo di servizi per gli abitanti come ospedali, scuole, mercati e parchi.

Pur con questi limiti, l’Eixample rimane uno dei più significativi progetti urbanistici dell’Europa moderna con le sue strade larghe almeno 20 metri, gli ampi marciapiedi, e gli slarghi oggi occupati da centinaia di caffé e locali pubblici.                          eixample_barcellona

  • L’asse centrale dell’Eixample è il Passeig de Gràcia dove affacciano alcuni degli edifici più famosi di Barcellona come Casa Lleó Morera (al n° 35) terminata nel 1906 da Domènech i Montaner, Casa Amatller (n°41) di Puig i Cadafalch, la contigua Casa Battló di Gaudì (n°43). Tre isolati più in sù, verso l’Avinguda Diagonal c’è un’altra celeberrima opera di Gaudì , la Casa Milà, comunemente conosciuta coma La Pedrera (n° 92). Non per nulla questa parte dell’Eixample è conosciuta come Quadrat d’Or, un vero e proprio museo all’aria aperta del modernismo catalano.
  • La sorpresa di scoprire originali esempi architettonici sparsi nella regolarità degli isolati è un po’ la caratteristica di tutto l’Eixample, sia nella parte denominata Dreta de l’Example (la parte destra) dove si trova la Sagrata Familia sia nell’Esquerra de l’Example (la sinistra) dove sorgono alcuni edifici risalenti proprio agli anni immediatamente successivi all’avvio del Piano Cerdà, come l’Università Centrale.

da LA STAMPA

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