L’Albergo Diffuso in Val d’Aosta

L’albergo diffuso è realtà anche in Valle d’Aosta. Il consiglio regionale approva una legge
– Il testo approvato dal Consiglio regionale, con la sola astensione del Gruppo dell’Alpe, introduce anche nuove disposizioni in materia turistica e urbanistica, modificando alcune leggi regionali precedenti.

Con la legge approvata oggi, giovedì 10 febbraio, viene ufficializzata anche nella nostra regione l’idea dell’albergo diffuso, una sorta nuova frontiera per l’accoglienza turistica. Il testo approvato dal Consiglio regionale, con la sola astensione del Gruppo dell’Alpe, introduce anche nuove disposizioni in materia turistica e urbanistica, modificando alcune leggi regionali precedenti.

Che cos’è l’albergo diffuso
Questa forma di ospitalità, già sperimentata da alcuni anni nel comune di Saint-Marcel, permette di mettere a disposizione posti letto in piccoli centri anche senza bisogno di costruire nuovi immobili, ma recuperando il patrimonio immobiliare esistente; il tutto evitando impatti ambientali e salvaguardando il patrimonio edilizio esistente. Nello specifico consiste in una struttura ricettiva dotata di un’area accoglienza comune le cui componenti sono però dislocate in immobili diversi nel raggio di una distanza delimitata.

La legge, però, rinvia ad una delibera della Giunta regionale la definizione delle caratteristiche degli hotel, delle residenze turistico alberghiere e degli alberghi diffusi. Cambierà, sempre attraverso una delibera successiva, anche la classificazione delle strutture, le classiche “stelle”. La legge introduce già le “3 stelle superiori” e le “4 stelle superiori” per gli alberghi e le “5 stelle superiori” per le residenze turistico alberghiere

Possibilità di ampliamento e trasformazione delle strutture
Il testo prevede che gli esercizi di distribuzione di alimenti e bevande che siano oggetto di un ampliamento possano trasformarsi in hotel, in RTA o in affittacamere. Allo stesso tempo, gli affittacamere che intendano ampliare il proprio immobile possano trasformarsi in hotel o RTA. Questi ampliamenti possono anche essere realizzati anche in più interventi purché non si superi il 40% della volumetria esistente al 31 marzo 2010.

I pro e i contro al testo
“Il modello di ‘albergo diffuso’ non crea impatto ambientale – ha sottolineato Dario Comé della Stella Alpina –  perché non c’è necessità di realizzare nuove costruzioni ma ci si limita al recupero dell’esistente. Da sottolineare poi l’originalità della proposta che potrà avere una funzione di animatore culturale ed economico dei nostri centri storici e villaggi e porterà vantaggi in termini di offerta nel mercato turistico moderno.”Altri elementi positivi sottolineati dalla maggioranza sono “la possibilità di cambio di destinazione d’uso per gli esercizi di sommistrazione di alimenti in alberghi e l’innalzamento a 20 anni per la restituzione dei mutui futuri.”

Negativo il giudizio dell’Alpe sopratutto sul cambio di destinazione d’uso “di qualsiasi ampliamento in RTA frazionate e la sostituzione del fabbricato anche in un Comune diverso, realizzato ex novo o con un recupero senza applicazione di sanzioni amministrative. Siamo contrari – ha spiegato Albert Chatrian –  alle seconde case sulle piste da sci..”

L’Alpe che si è astenuta nella votazione aveva chiesto, con un ordine del giorno poi bocciato, di impegnare la Giunta a sottoporre alla competente Commissione consiliare entro tre mesi un disegno di legge organico che consenta l’abrogazione delle norme attualmente in vigore a favore di un testo unico coordinato che riguardi l’intera materia. Testo unico che l’Assessore regionale al Turismo, Aurelio Marguerettaz, ha annunciato di stare predisponendo.

di Domenico Albiero da aostasera.it

Si chiama albergo diffuso una struttura ricettiva a metà tra la casa e l’albergo, adatto a chi voglia trascorrere una vacanza con tutti i comfort del soggiorno in hotel (colazione in camera, pulizie, servizio ristorante, ecc) senza la consueta verticalità di quest’ultimo, che tende a isolare il visitatore dal contesto sociale del luogo della vacanza ponendolo a contatto esclusivamente con altri turisti.

L’albergo diffuso è composto da unità dislocate in immobili diversi, tutti molto vicini al centro della località in questione (in genere piccoli borghi o paesi, essendo questi i luoghi più adatti allo sviluppo di alberghi diffusi), e ai servizi tipicamente alberghieri quali la reception, il ristorante, l’eventuale garage dove lasciare l’auto e così via.

Vacanze in Albergo DiffusoIl turista, in questo genere di organizzazione, è naturalmente portato a vivere il paese incontrando i residenti, muovendosi attraverso le piazze e le strade e scoprendo i negozi, i servizi e i centri storici, senza provare la spiacevole sensazione di trovarsi sotto una campana di vetro, in una sorta di condominio per estranei.

La forma logistica dell’albergo diffuso consente, inoltre, di sfruttare locali distribuiti in paese e rimasti inutilizzati, spesso in quegli edifici antichi di grande valore architettonico che sono tipici dei centri storici, gradualmente abbandonati dai residenti.

Vacanze in Paese con l’Albergo DiffusoRecuperare e valorizzare borghi e paesi, dunque, ma anche evitare di risolvere i problemi della ricettività turistica con nuove costruzioni, spesso per forza di cose esterne al centro, costose e poco inserite nello stile architettonico del luogo.

da leoblog.it

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