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La Rievocazione della Fondazione di Aquileia dal 29 giugno al 1 luglio 2012

Turismo: Rievocazione Fondazione Aquileia, cosa vedere

I turisti che visiteranno Aquileia nei giorni della rievocazione storica – dal 29 giugno al 1 luglio – avranno decine e decine di opportunità per conoscere da vicino la ‘seconda Roma’, cioe’ la capitale della X Regio, uno dei porti più importanti dell’Impero romano.

Il foro: oggi diviso dalla statale 352, rappresenta il cuore amministrativo e religioso della città. La vasta piazza lastricata in calcare era cinta da un portico rialzato con botteghe; al I secolo d.C. risale la sistemazione monumentale, con l’attico, impostato sul colonnato, decorato da plinti con protomi di Medusa e Iuppiter Ammon (Giove con corna d’ariete) alternati a plutei con eroti e ghirlande. Il foro era chiuso sul lato sud della Basilica civile, un edificio absidato a tre navate, sede dell’amministrazione della giustizia, mentre sul lato occidentale sorgeva almeno un edificio templare. Numerose basi e iscrizioni ricordano le dediche ed i monumenti onorari di cittadini illustri e personaggi pubblici.

La basilica: è il monumento cristiano più importante di Aquileia. L’edificio attualmente visibile è frutto delle trasformazioni apportate durante l’età medievale all’originario complesso paleocristiano, di cui gli scavi condotti a partire dalla fine del XIX secolo hanno consentito di ricostruire la lunga storia: dalla fondazione poco dopo il 313 d.C. ad opera del vescovo Teodoro, ai successivi ampliamenti dovuti alle cresciute esigenze della comuniutà cristiana, fino agli interventi voluti dai Patriarchi Giovanni e Popone tra il X e l’XI secolo. Gli oltre 1.300 mq di splendidi mosaici pavimentali visibili al suo interno rappresentano, con le loro raffigurazioni policrome, una delle espressioni più antiche e straordinarie della nascente arte cristiana dei primi decenni del IV sec. d.C.

Il porto fluviale: la ‘via Sacra’, allestita nel 1934, ricalca il tracciato del fiume che bagnava Aquileia, risultato della confluenza del ‘Natiso cum Turro’, fiancheggiato da banchine attrezzate: la sistemazione monumentale risale al I sec. d.C. e fu alterata durante gli assedi di Massimino il Trace (238 d.C.) e di Giuliano l’Apostata (361 d.C.), che resero necessaria la costruzione di nuove mura. E’ visibile per circa 400 metri la banchina occidentale, in blocchi di pietra d’Istria, costruita su due livelli per ovviare al regime delle maree, con anelli d’ormeggio orizzontali e punti di approdo verticali. Sul retro di possono intravvedere le vie lastricate verso le aree del mercato e del Foro.

Il Museo archelogico: inaugurato nel 1882 da Enrico Maionica nella sede di Villa Cassis Faraone, il Museo, con i suoi tre piani per un totale di dodici stanze, rappresenta il punto d’arrivo di una tradizione antiquaria a lungo coltivata ad Aquileia tra Sette e Ottocento: al pian terreno domina la scultura nelle diverse declinazioni, dalla ritrattistica privata, alla statuaria pubblica, dal culto ai monumenti funerari; al primo piano le produzioni artigianali delle botteghe aquileiesi, tra cui gemme e cammei, ceramica, toreutica e vetro; all’ultimo piano gli oggetti di ornamento personale in materiali preziosi come l’oro e l’ambra baltica, ed ancora la collezione numismatica. All’esterno, nelle Gallerie lapidarie, le centinaia di iscrizioni e monumenti funerari testimoniano le consuetudini sociali e le credenze religiose degli abitanti della colonia; degna di nota, ancora, la splendida collezione di mosaici.

Sud Halle: il volume di protezione di recente realizzazione ricalca l’antico sedime di uno degli ambienti che, in seguito alle trasformazioni avviate a partire dalla metà del IV sec. d.C., collegavano il battistero al nucelo basilicale. Al suo interno sono visibili importanti resti musivi cn decorazioni geometriche policrome, ornate da motivi figurati. A parete ha trovato collocazionbe il mosaico raffigurante un pavone con coda spiegata, databile tra la fine del IV e la metà del V secolo e pertinente alla pavimentazione di uno degli spazi (nartece) antistanti la Basilica.

Da non perdere, poi, il museo paleocristiano di Monastero, i fondi Pasqualis, Cal e Cossar, il sepolcreto, la stalla Violin e il Cimitero degli eroi.

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