La ribellione contro i Body Scanner

Body Scanner, gli Stati Uniti si ribellano

Stanno prendendo sempre più piede negli Stati Uniti le polemiche sui body scanner, i tanto discussi dispositivi di sicurezza collocati negli aeroporti. Secondo piloti e passeggeri questi apparecchi sono troppo invasivi, in quanto ‘denudano’ chi si deve sottoporre ai controlli e violano la privacy.

Si è così innescata una diatriba tra il governo che difende tutta la serie di controlli che si effettua in aeroporto, che va dai body scanner a una più attenta perquisizione manuale, e i rappresentanti dei passeggeri e dei piloti che invece contestano tutte queste procedure.

Secondo il governo Usa le nuove apparecchiature (Advanced Imaging Technology, AIT) non hanno conseguenze sui passeggeri. Intervendendo su Usa Today, ieri il segretario per la Sicurezza Interna Janet Napolitano ha affermato: ‘I dispositivi AIT sono efficaci, sicuri e proteggono la privacy dei passeggeri’. Ma, a quanto pare, le associazioni dei piloti e quelle dei ‘frequent flyer’ non sono d’accordo. Qualcuno ha anche proposto una giornata di boicottaggio per la vigilia del giorno del ringraziamento.

Dal canto loro i piloti sostengono che essere sottoposti più volte al giorno alle radiazioni degli scanner può avere conseguenze sulla salute, mentre i passeggeri rivendicano il diritto a non sottoporsi al body scanner e denunciano l’eccessiva invasività del nuovo metodo adottato per le perquisizioni. Ma oggi dalla Trasportation Security Administration (TSA) è stato ribadito: ‘I passeggeri devono cercare di avere più pazienza. E comunque non possono salire su un aereo se prima non sono controllati’.

da excite.it

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