La desertificazione in Italia

Desertificazione: un problema anche italiano

In occasione della Giornata Mondiale per la lotta contro la Desertificazione il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo è intervenuto circa il tema di quest’anno: “ruolo fondamentale delle foreste nelle zone aride del mondo”.
«L’abbinamento della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione con l’anno internazionale delle foreste – dichiara il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo – ha per l’Italia un elevato valore simbolico. Il 34,7% della superficie del Paese, infatti, è ricoperto da boschi e foreste, protetti da una normativa attenta e in costante evoluzione. La protezione e la gestione delle foreste costituisce un tassello essenziale nella lotta alla desertificazione e al degrado del suolo, causati anche dai cambiamenti climatici».
L’Italia è da tempo impegnata a livello nazionale e internazionale sul fronte della lotta alla desertificazione. Oltre a progetti e attività di cooperazione nei paesi in via di sviluppo, sono state realizzate in questi anni numerose attività di monitoraggio e di predisposizione di Piani di azione locali e “Progetti pilota” nelle cinque regioni che tradizionalmente presentano maggiore vulnerabilità – Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia – nonché in Abruzzo e Piemonte, e Piani di azione locale anche in Campania, Toscana, Emilia Romagna e Liguria.
In Italia l”Annuario dei Dati Ambientali – Edizione 2010, opera dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale in sinergia con il Sistema agenziale’ ha fatto emergere una situazione non certo rosea. Il suolo, insieme ad aria e acqua, e’ essenziale per l’esistenza delle specie viventi, in quanto svolge una serie di funzioni che lo pongono al centro degli equilibri ambientali. Tali funzioni possono essere compromesse sino alla loro totale inibizione da diversi fenomeni.
In Italia, anche se non presenta la drammaticita’ di altre aree del pianeta, il fenomeno della desertificazione sta assumendo sempre piu’ evidenza in almeno cinque regioni (Sardegna, Sicilia, Basilicata, Puglia e Calabria) e segnali negativi provengono anche da altre aree nelle regioni centro-settentrionali. Tenendo conto che il concetto di desertificazione rappresenta il massimo degrado ambientale di un suolo, dall’applicazione dell’indice ESAI (Environmentally Sensitive Areas Index), ottenuta utilizzando la metodologia MEDALUS all’intero territorio nazionale, si evince che la Sicilia con circa il 70% della sua superficie regionale presenta un grado medio-alto di vulnerabilita’ ambientale, seguita da Molise (58%), Puglia (57%) e Basilicata (55%). Sei regioni presentano una percentuale di territorio compresa fra il 30% ed il 50%, per altre sette regioni (Calabria, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Veneto e Piemonte) tale superficie territoriale si pone fra il 10 ed il 25%, mentre in tre regioni (Liguria, Valle d’Aosta e Trentino) le percentuali sono abbastanza contenute e comprese fra il 2% ed il 6%.

Federico Baglivi  da ilsostenibile.it

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