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La Costa Concordia da maggio la demolizione appalto assegnato alla Americana Titan Salvage e l’italiana Micoperi

Demolizione Costa Concordia
Scelta la cordata italo-americana
Lavori al via a maggio, dodici mesi per rimuovere il relitto, poi la demolizione in un cantiere italiano ancora da scegliere. In corsa i porti di Livorno, Palermo e Genova, Una volta completata la rimozione della nave, si provvederà alla pulizia dei fondali e al ripristino della flora marina

Sarà l’alleanza fra l’americana Titan Salvage e l’italiana Micoperi a rimuovere il relitto della Costa Concordia. L’ammiraglia della Costa naufragata davanti all’isola del Giglio il 13 gennaio sarà rimossa intera e rimorchiata in un cantiere per la demolizione.

L’annuncio è stato  dato da Costa Crociere e dalla struttura del Commissario delegato per l’emergenza. I lavori, soggetti ancora all’approvazione finale da parte delle Autorità italiane, inizieranno a maggio, con una durata di un anno.

Titan Salvage è una società statunitense, appartenente al  Crowley Group, leader mondiale nel settore del recupero di relitti. Micoperi è una società italiana di Ravenna che vanta una lunga esperienza nella costruzione e ingegneria subacquea.

Una volta completata la rimozione, si provvederà alla pulizia dei fondali e al ripristino della flora marina. La base operativa sarà fuori dall’isola, nei pressi di Civitavecchia, dove verranno raccolti apparecchiature e materiali necessari per gli interventi, in modo da evitare qualsiasi impatto sulle attività del porto turistico del Giglio. Una volta riportato nelle condizioni di poter galleggiare, il relitto sarà trainato in un porto italiano non ancora specificato (in corsa Livorno, Palermo, Genova).

Il piano è stato scelto da un comitato tecnico di valutazione, composto da esperti in rappresentanza di Costa Crociere, Carnival Corporation & plc, London Offshore Consultants e Standard P&I Club. Nonostante tutti i 6 progetti fossero di elevata qualità  –  spiega una nota  –  il comitato tecnico di valutazione ha preferito quello di Titan Salvage/Micoperi perché risponde maggiormente ai principali requisiti richiesti: rimozione intera del relitto; minor rischio possibile; minor impatto ambientale possibile; salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’Isola del Giglio; massima sicurezza degli interventi.

“Siamo molto soddisfatti di poter annunciare un altro passo importante nelle operazioni di recupero del relitto  –  ha dichiarato Pier Luigi Foschi, presidente e amministratore delegato di Costa Crociere  –  Come già successo per la rimozione del carburante, abbiamo cercato di individuare la soluzione migliore per salvaguardare l’isola e il suo ambiente marino e restituirla al più presto alla sua innata vocazione turistica. Vogliamo inoltre ringraziare le società Smit Salvage e Tito Neri per il successo nelle operazioni di defueling e caretaking.”

La rimozione sarà l’ultima fase delle operazioni di recupero del relitto. Il “defueling”, ovvero l’estrazione del carburante dai serbatoi, è terminato con successo lo scorso 24 marzo; il “caretaking”, che prevede la pulizia del fondale marino e il recupero di materiali e detriti usciti dalla nave in seguito all’incidente, continuerà sino a quando Titan Salvage e Micoperi non inizieranno i loro lavori.

di MASSIMO MINELLA da repubblica.it

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