La Corte dei Conti indaga sulle consulenze della Brambilla

Si indaga sul Turismo

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La Corte dei Conti ha aperto un fascicolo sulle consulenze del ministro Brambilla con l’accusa di danno erariale: le risorse pubbliche sarebbero state destinate ad attività di partito.
Nega ogni addebito, la paladina del Turismo italiano. Difende «l’assoluta trasparenza e la piena legittimità e correttezza dell’operato» del suo ministero. Tuttavia la Corte dei Conti ieri ha formalizzato l’apertura di un’istruttoria sulle attività del dicastero, con l’accusa di danno erariale. Michela Brambilla e i responsabili del Turismo italiano avrebbero richiesto consulenze di esperti in immagine e pubblicità pagate con denaro pubblico e poi destinate ad attività di partito. Le persone incaricate di commissioni non attinenti all’interesse del Turismo, sarebbero una quindicina e figurano tutte a libro paga del ministero.

Nella loro storia professionale, il tratto ricorrente è l’aver sottoscritto contratti con Mediaset, principalmente nel settore dello spettacolo. Ma, secondo quanto raccontato a novembre scorso da Il fatto quotidiano, anche nei Circoli della Libertà inaugurati da Brambilla. La ministra – lei senza portafoglio -, che è soltanto l’ultima della squadra di governo ad attirare l’attenzione degli inquirenti, ha una storia importante nella nascita di una base territoriale del Pdl e ha sempre impiegato molte risorse nei Circoli prima e nei Promotori della Libertà poi.

Se la magistratura contabile è partita dalla ricostruzione delle consulenze, è perché non sono chiare né l’oggetto né la loro durata, così come sospetti sono i curricula degli assunti e il compenso stabilito. Gli incarichi erano originariamente giustificati all’interno del capitolato “rilancio dell’immagine dell’Italia”, una delle diciture in cui si articolano i compiti del dicastero. Salvo poi, secondo l’ipotesi accusatoria, servire a sostenere le azioni del Pdl.

Per l’Italia dei Valori si tratta dell’«ennesima conferma che questo governo occupa le istituzioni per oliare gli ingranaggi della cricca. La maggioranza si regge sui mercenari, – ha concluso il senatore Idv Felice Belisario – e questo significa che hanno comprato la democrazia a danno dei cittadini». A chiedere preventivamente le dimissioni del ministro Brambilla, invece, è stato il Partito democratico per nulla sorpreso dalla condotta inquisita.

Al ministro Brambilla in persona sono state rivolte le critiche di Andrea Lulli, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera, che l’ha considerata «in perfetta linea con il governo del fare i fatti suoi. Da quando è diventata ministro – ha aggiunto – si è distinta per la totale incompetenza in materia, la latitanza dalle sedi parlamentari dove potrebbe confrontarsi con l’opposizione e per le assunzioni di familiari, adesso anche di funzionari da impiegare nei suoi circoli. Il tutto a spese del contribuente italiano». Risorse nemmeno trascurabili, dato che il Turismo (senza portafoglio) ha già dimostrato come soltanto per il capitolo viaggi abbia messo a bilancio nel 2009 157mila euro di spesa a fronte di un budget previsionale di 27mila.

Dina Galano da terranews.it

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