L’Epifania a Tarcento

Epifania a Tarcento, storia e folclore
Tra l’antico rito del pignarûl, il falò propiziatorio, e il corteo storico trecentesco

La corsa dei carri infuocati che si disputa nelle vie del centro, il corteo storico con centinaia di figuranti in abiti trecenteschi, il falò sul colle e lo spettacolo pirotecnico: a Tarcento, cittadina incastonata tra le Prealpi Giulie e l’alta pianura friulana ad appena 20 km da Udine, l’Epifania si accompagna a un ricco calendario di appuntamenti, tra storia e folclore, che per due giorni invitano abitanti e turisti a scendere in strada per far festa.

Durante la notte dell’Epifania il fuoco illumina gran parte del Friuli Venezia Giulia. La tradizione dei falò propiziatori, chiamati pignarûl, affonda le sue radici in un antico rituale celtico in onore del dio Beleno e rappresenta la necessità di “bruciare” il vecchio per lasciare spazio al nuovo. Rivisitata nei secoli anche in chiave cristiana, l’usanza viene riproposta ancora oggi in moltissime località con rituali e coreografie diversi e una partecipazione popolare sempre intensa, che vede i cittadini scambiarsi gli auguri per il nuovo anno mentre sorseggiano un caldo vin brulè.

La celebrazione ha una fama particolare a Tarcento, dove viene organizzata da 84 anni come una vera e propria rievocazione storica. Qui il rito inizia la sera del 5 gennaio, quando i Pignarulârs, che nei giorni precedenti hanno preparato le cataste e le pire nelle borgate e sui colli circostanti, guidano una festosa fiaccolata che illumina le strade della cittadina e aprono la serata con lo spettacolare Palio dei Pignarulârs, la corsa dei carri infuocati nelle strade del centro.

Nel pomeriggio del 6 gennaio, invece, il centro cittadino si anima con il corteo storico dei signori e delle dame del Trecento friulano che rappresenta la solenne investitura feudale del nobile Artico di Castel Porpetto da parte del patriarca di Aquileia, avvenuta nel 1290. Il fatto è raccontato dal Vecchio Venerando. Figura a metà tra sacerdote e capo di borgata, guida la popolazione armata di fiaccole lungo la ripida salita del colle di Coia per l’accensione del Pignarûl Grant che, in base alla direzione del fumo, detterà gli auspici per l’anno nuovo. A seguire, vengono accesi anche tutti gli altri falò della conca che circonda Tarcento, dando vita a una scenografia suggestiva.

La festa del pignarûl a Tarcento offre anche una serie di attrazioni – tra cui alcuni concerti, il luna park, la pista di pattinaggio e la presenza nella piazza principale degli intagliatori di tomats, le tipiche maschere tarcentine – che accompagnano i turisti fino alla sera, quando nel cielo esplodono i fuochi d’artificio che segnano la fine della festa. Il programma delle manifestazioni è su www.comune.tarcento.ud.it.

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