L’altoatesino Armin Holzer e l’austriaco Reinhard Kleindl sul filo in equilibrio tra le Cime di Lavaredo

Impresa record: prima slackline tra le Tre Cime di Lavaredo

SESTO, Bolzano — Slackline estremo in alta quota, da record sulle Tre Cime di Lavaredo. E’ l’impressionante impresa compiuta dall’altoatesino Armin Holzer e dall’austriaco Reinhard Kleindl nell’agosto scorso sulle montagne simbolo delle Dolomiti. I due hanno camminato sulla fune a 550 metri dal suolo: il primo giorno sono partiti dalla Cima Grande e hanno raggiunto, un piede avanti all’altro, la Cima Piccola. Il secondo giorno hanno ripreso dalla Cima Piccola attraversando il vuoto fino alla Cima Ovest, e infine dalla Ovest sono tornati alla Grande.
Armin Holzer, classe ’87, è un altoatesino di Sesto: maestro di sci, forte sciatore e snowboarder freeride, è anche un notevole boulderista e climber. Reinhard Kleindl, è un autriaco di Graz, campione di Highline, ovvero la variante “alta” della slackline, il gioco-sport che prevede di camminare su una fettuccia tesa tra due estremi, nato anni fa nella capitale americana dell’arrampicata, la Yosemite Valley, e diffusosi poi negli ambienti climbing di tutto il mondo.
La traversata Highline si distingue dalla comune slackline perché si svolge a un’altezza dove cadere non è più sicuro. Ne esistono di diversi tipi (distinti per esempio in base all’altezza da terra a cui si pratica) ma di certo la più spettacolare è quella che i funamboli praticano tra i monti, sospesi nel vuoto: camminano sulla fettuccia, a cui sono legati in sicurezza attraverso una corda e un cavo metallico.
Lo scorso agosto Holzer e Kleindl hanno voluto cimentarsi nella sorprendente prima traversata delle Tre Cime di Lavaredo. Sono partiti dalla parete Nord della Cima Grande, camminando 31 metri verso la Piccola. I due hanno chiamato questo tratto “Vertigo”. Poi da qui hanno raggiunto la Cima Ovest, lungo una highline di 53 metri, che hanno chiamato “Elysium”.
“Siamo saliti sulla Cima Grande e ancorato alla roccia la fettuccia slackline – ha dichiarato il primo secondo quanto riferisce il quotidiano Alto Adige Gelocal -.  L’attraversamento verso la Piccola è stato di 31 metri con una profondità di 550 metri. Magnifico. Una volta sulla Piccola siamo scesi, ma il giorno dopo eravamo già in vetta per studiare il punto migliore per agganciare la fettuccia slackline. Abbiamo attrezzato anche la Piccola e quindi attraversato, in seguito, anche i 53 metri”.
La terza e ultima traversata ha collegato la Ovest di nuovo alla Cima Grande: l’hanno chiamata la “Perla dell’Ovest”, ed è una highline lunga 37 metri.

Valentina d’Angella da montagna.tv

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