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K2 muore lo scalatore spagnolo Miguel Angel Perez al campo 4 a 8300 metri

Miguel Angel PerezK2: inutili i soccorsi, lo scalatore spagnolo Perez muore al campo 4
Aveva richiesto i soccorsi al Collo di bottiglia a quota 8.300: aveva detto di essere «stremato» dopo aver raggiunto la vetta

I soccorsi della missione italo-pakistana al K2 sono stati inutili per salvare lo scalatore Miguel Angel Perez. Lo spagnolo è purtroppo deceduto nella notte al campo 4 della seconda montagna più alta del mondo. Perez, dopo aver tentato sabato la salita senza ossigeno e aver raggiunto 8.400 metri, era rientrato al Campo 4 dove si è fermato. Ha poi ritentato la vetta con l’ossigeno tra domenica e lunedì (raggiunta secondo quanto riportato dal sito alpinistico spagnolo Desnivel). Durante la discesa ha bivaccato al Collo di bottiglia a quota 8.300, uno dei passaggi-chiave del K2, da dove ha chiesto aiuto dicendo di essere allo stremo delle forze. Lo spagnolo era poi riuscito a raggiungere martedì il campo 4 dove ha incontrato l’americana Cleo Weidlich con un portatore. Perez ha passato la notte in tenda al campo 4, ma è stato trovato morto mercoledì mattina. Lo rende noto l’ufficio stampa dell’associazione EvK2Cnr.

Soccorsi
Perez aveva contattato con il satellitare la famiglia in Spagna chiedendo aiuto, la famiglia ha contattato Ferran La Torre che si trova al campo base del K2 che a sua volta ha chiesto aiuto agli scalatori presenti. Dopo una serie di consultazioni tra i capi spedizione e gli ufficiali di collegamento si è deciso anche per volontà degli stessi alpinisti che i quattro alpinisti pakistani, membri del Concordia Rescue team, il soccorso alpino organizzato in questi anni da EvK2CNR all’interno del Parco del K2, risalissero la montagna. Martedì sera quattro membri del Concordia Rescue Team, di cui tre alpinisti arrivati in vetta al K2 sabato scorso, hanno raggiunto il campo 2 e mercoledì avrebbero dovuto raggiungere il campo 4 portando ossigeno per lo sfortunato spagnolo. Avvisati del decesso, sono tornati al campo base.

Miguel Ángel Pérez Álvarez era nato a Madrid nel 1968. Era un alpinista molto esperto e aveva scalato già otto dei 14 «ottomila»: Gasherbrum II (2004), Nanga Parbat (2005), Everest (2006), Cho Oyu (2007), Broad Peak (2008), Manaslu (2010), Lhotse (2011) e Dhaulagiri (2012), tutti senza ossigeno eccetto l’Everest.

da corriere.it

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