Italia Nostra la torre Pierre Cardin farà uscire dall’Unesco Venezia

di | Luglio 28, 2012

Allarme Italia Nostra: «La torre Cardin
ci farebbe uscire dai patrimoni Unesco»

VENEZIA – Se la torre di Pierre Cardin, il Palais Lumière, verrà costruita, allora Venezia potrebbe essere cancellata dai siti dell’Unesco classificati come patrimonio dell’umanità. È quanto sostiene Italia Nostra che ha scritto anche una lettera al presidente Giorgio Napolitano.

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Il primo via libera informale è arrivato dalla pre-conferenza dei Servizi tra gli enti locali interessati svoltasi in Regione Veneto. C’erano rappresentanti di Regione, Comune, Provincia, Ferrovie, Autorità Portuale, ma non l’Enac; l’ente dell’aviazione civile ha fatto sapere nei giorni scorsi con il presidente Vito Riggio che potrebbe dare l’ok alla torre Lumiere alta 250 metri – 110 metri più dei limiti previsti – se i propri tecnici non ravviseranno pericoli per il corridoio aereo che passa sopra Marghera. Ma non si è ancora espressa definitivamente.

Alla pre-conferenza dei Servizi – quella definitiva è si terrà probabilmente a fine estate – non erano presenti funzionari della Soprintendenza, perché i 19 ettari in cui dovrebbe sorgere il Palais Lumière non rientrano nel territorio sottoposto a vincoli. Nonostante ciò, la sezione veneziana di Italia Nostra, è convinta che con il mega grattacielo pagato (più di 2 miliardi il valore) dallo stilista di origini trevigiane verrebbe sconvolto definitivamente lo skyline paesaggistico. Nella lettera che la presidente Alessandra Mottola Molfino ha inviato al presidente Napolitano, oltre che al premier Monti e e ai presidenti di Camera e Senato si chiede di fermare il progetto del grattacielo, perché realizzandolo «cambierebbe per sempre la percezione della città». La torre Lumière – sostiene Italia Nostra – «sarà visibile ovunque, sovrastando ogni altra costruzione e porterà alla cancellazione di Venezia dai siti dell’Unesco».

Il precedente: San Pietroburgo. Come a Venezia, anche a San Pietroburgo il progetto di costruire una torre-grattacielo ha scatenato un vivace dibattito e feroci polemiche. In ballo c’era il progetto di Gazprom, fortemente sostenuto dall’allora presidente Putin, per la costruzione entro il 2016 di una torre alta oltre 400 metri, del valore di quasi due miliardi di dollari. A far invertire la rotta è stata la minaccia dell’Unesco di togliere l’antica capitale dalla lista dei siti patrimonio dell’umanità, tra cui figura anche la città lagunare. Secondo l’organizzazione dell’Onu, la torre di Gazprom, firmata dall’archistar Norman Foster, avrebbe alterato il paesaggio storico-architettonico della città e il suo skyline.

Alla fine la scorsa estate si è trovato un compromesso, approvato anche dall’Unesco: il grattacielo si costruirà non più nel centro storico, ma in periferia, a quasi 10 chilometri di distanza. Certo, il Palais Lumière di 250 metri sognato da Cardin non è previsto nel cuore del centro storico lagunare ma nell’ex area industriale di Marghera, le cui fabbriche e ciminiere, anche se molto più basse, rovinano da decenni il paesaggio storico-archittettonico della città dei dogi.

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