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Ischia ridateci gli inchini delle navi da crociera

«Senza l’accosto di navi e megayacht muore l’economia marittima di Ischia »
Appello a Monti di Federalberghi e Confcommercio:
«Va annullato il decreto che vieta l’avvicinamento»

NAPOLI – L’«inchino» è ormai una parolina famigerata. L’inchino, ossia l’accostamento delle navi alla terraferma, è costato morte e disperazione alla Costa C0ncordia, cinque mesi fa. Ora però parte l’appello di Federalberghi per salvare il turismo crocieristico. Come? Salvando proprio il passaggio e l’accosto – ma in sicurezza – di navi da crociera e megayacht lungo le coste dell’isola d’Ischia. L’associazione di categoria si rivolge direttamente a Mario Monti. Ad Ermando Mennella (Federalberghi) si aggiunge il presidente dell’Ascom Confcommercio, Marco Bottiglieri: «Nel solo 2011 sono sbarcati ad Ischia 7500 crocieristi ma l’emanazione del decreto 2/3/2012 contenente disposizioni per limitare o vietare il transito delle navi mercantili per la protezione di aree sensibili nel mare territoriale, vanifica di fatto tutti gli sforzi operati per rendere appetibile la visita e la sosta per il nostro territorio, troncando completamente tutte le condizioni di lavoro create, comportando la cancellazione di tutti gli accosti programmati per l’anno 2012 e lasciando nel più assoluto sconcerto aziende e lavoratori impegnati in tale attività».

DIPORTO – «Altro aspetto non secondario – proseguono i presidenti di Federalberghi e dell’Ascom di Ischia – è l’impossibilità per le navi da diporto di attraccare nei porti turistici di Ischia Porto, Casamicciola Terme e Lacco Ameno o di sostare in rada presso le nostre insenature. Le giuste determinazioni che il Governo ha assunto, dopo i tragici fatti dell’isola del Giglio, non possono nè debbono cancellare lo svolgimento di quelle attività legate alla fruizione delle coste e del patrimonio marino. Il danno potrebbe essere irreparabile».

da corriere.it

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