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L’inquinamento rende scuri i ghiacciai dell’Himalaya

I ghiacciai dell’Himalaya sono sempre più scuri, colpa dell’inquinamento

di Peppe Caridi

Himalaya_ghiacciai_inquinamentoI ghiacciai dell’Himalaya stanno diventando piu’ scuri per colpa dell’inquinamento atmosferico, che deposita sulla superficie immacolata le particelle prodotte dai combustibili fossili, le cosiddette black carbon. Previsto da tempo nei modelli climatici, il fenomeno viene misurato per la prima volta dal progetto Share, del Comitato Ev-K2-Cnr. I dati sono stati presentati oggi a Roma, nell’incontro per la presentazione dei dati 2012 del progetto, organizzato dallo stesso comitato in collaborazione con l’agenzia ANSA e la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Lo stato di salute dei ghiacciai sara’ anche al centro di una campagna

di ricerca che la Nasa si prepara a condurre nel 2014 in collaborazione con il progetto Abc del programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (Unep), al quale partecipa anche il comitato Ev-K2-Cnr. Il progetto Share (Stations at High Altitude for Research on the Environment) ”sta rafforzando le attivita’ relative al fenomeno del black carbon”, ha detto il coordinatore Paolo Bonasoni, dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). ”I ghiacciai sono cruciali per comprendere il clima globale e l’effetto del processo di scurimento in corso puo’ essere paragonato a quello di una sorta di coperta”. Cio’ porta i ghiacciai ad assorbire una maggiore quantita’ di radiazioni solari e a scaldarsi.

”Secondo le prime stime la capacita’ di riflettere la radiazione solare si e’ ridotta del 5%”, ha detto la coordinatrice scientifica del comitato Ev-K2-Cnr, Elisa Vuillermoz. Oltre al particolato, ”a scurire i ghiacciai contribuiscono anche le frane dovute allo scioglimento dei ghiacci in alta quota, che negli ultimi 20 anni si stanno ricoprendo di detriti”, ha spiegato il glaciologo Claudio Smiraglia, dell’universita’ di Milano. Accanto alle ricerche in alta quota, il progetto Share sta studiando il cuore del problema nella valle di Kathmandu, cosi’ come nei villaggi del versante nepalese dell’Everest, dove le case sono ancora riscaldate bruciando sterco di yak, senza camini ne’ altri sismi di smaltimento dei fumi. ”In collaborazione con l’universita’ di San Diego – ha detto ancora Vuillermoz – abbiamo proposto un progetto per portare nelle case stufe alimentate con il fotovoltaico”.

da meteoweb.eu

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