In Svizzera sulla cima dell’Eiger

Eiger trail: la Svizzera a 3970 metri

Negli anni Trenta era una mitica vetta per gli scalatori europei: l’Eiger è oggi protagonista di un percorso di trekking tra i più emozionanti della Svizzera

Le montagne dello Jungfrau assomigliano a suore in preghiera con l’abito imbiancano dalle nevi in inverno e dalle nubi in estate. Questa sarebbe, stando alla leggenda, la ragione della regione svizzera eletta patrimonio mondiale dell’Unesco per la bellezza dei monti intorno alla catena dell’Eiger,  i pittoreschi villaggi di Grindelwald, Wengen, Mürren e Lauterbrunnen,  le baite in legno che punteggiano le valli. Nei pascoli i contadini mungano ancora all’aria aperta le loro mucche e il profumo di formaggio insieme a quello del rösti, il tipico pasticcio di patate, cipolle, pancetta, erbe aromatiche e mele attira irresistibilmente i viandanti che si sono avventurati lungo i 500 km di sentieri dello Jungfrau, praticamente un balcone affacciato non solo sull’Eiger ma anche sulla catena del Mönch, un’altra perla delle Alpi Berlinesi, e lo Junfraujoch.

Tra una passeggiata e l’altra, si riposa sui letti a castello in legno delle hütte, i capanni di montagna come il Berghaus Alpiglen. Questo rifugio si può raggiungere con il treno a cremagliera da Grindelwald oppure a piedi, inforcando il sentiero che, partendo da quota 1034 metri, dalle gole del ghiacciaio rinomato per i suoi mulini glaciali, le rocce levigate e i blocchi di marmo rosa del fiume – un camminamento consente di entrare nella pancia del ghiacciaio – sale sino al Berghaus (quota 1.600) attraversando, seguendo un sentiero privo di difficoltà, verdi abetaie, proprio a fianco della parete nord dell’Eiger che si… scioglie in cascatelle e persino caverne di ghiaccio. Il giorno dopo, rinvigoriti da una colazione rigorosamente a base di emmenthal, è tempo di provare l’ebbrezza dell’ “Eiger trail”, il percorso di trekking forse più famoso ma senza dubbio più emozionante di tutta la Svizzera perché si procede in cresta all’ombra di questo monte alto 3.790 metri che negli anni 30′ costituiva una vetta mitica per gli scalatori europei.

Anche senza tentare la via ferrata, ma limitandosi a seguire il sentiero tra le rocce dai metalli lucenti e sfavillanti, si ammirano le nevi perenni sulla sua cima e a valle panorami da cartolina. Sino a raggiungere in tre ore di serena passeggiata a Kleine Scheidegg, la stazione alpina adagiata ai piedi dell’Eigergletscher, il ghiacciaio o meglio quel che rimane di questa splendida meraviglia della natura minacciata dal surriscaldamento della crosta terrestre. Da qui, a bordo del treno rosso, si sale ancora, sin quasi a ridosso dello Jungfraujoch, il capolinea ferroviario più alto d’Europa (3454 metri) dove ammirare l’eismeer, il mare di ghiaccio che sta sotto. Restando in vettura, si può scendere poi nel villaggio di First dove scarpinare sino al Bachalpsee, un laghetto alpino fiabesco, oppure decidere subito di camminare sino a Wengen, tra verdi pascoli e campi fioriti anche nell’annunciarsii dell’autunno, deviando sino a Trümmelbachfalle, dove dieci cascate di origine glaciale, trascinando a valle un carico di 20 mila litri di acqua al secondo, hanno scavato nella montagna uno spettacolo di potenza e bellezza che richiama nella valle di Lauterbrunnen migliaia di persone al giorno. Tutte con le scarpe da trekking, i bastoncini e i pantaloni corti. Perché sulle montagne della Svizzera anche l’abito fa l’escursionista, a maggior ragione nello Jungfrau, la regione delle suore.

Informazioni utili
In treno da Milano, con cambi a Brig, Spiez, Interlaken Ot e arrivo a Grindelwald, prenotando sul sito delle Ferrovie Svizzere (www.ffs.ch).Per dormire, il Berghaus des Alpes di Alpiglen è un classico rifugio con interni in legno, dove si può anche cenare tel. 0041.338531130, [email protected] Oppure c’è il Grand Regina Alpin Well&Fit Hotel di Grindelwad dove farsi massaggiare su letti di fieno www.grandregina.ch. Per informazioni sulla regione dello Jungfrau, www.myjungfrau.ch, e  www.myswitzerland.com

 

Luca Bergamin da lastampa.it

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