Categorie
Spagna storia

In Spagna hanno studiato 80 ponti romani con laser e georadar

Il ponte sul Guadalquivir a Cordoba pote romano spagnaESAMINATO LO STATO DI SALUTE DI CIRCA 80 MANUFATTI NELLA SPAGNA NORD-OCCIDENTALE
Studiare i ponti romani con laser e georadar
Sono emerse sorprese, come incisioni rinascimentali, i sistemi costruttivi con pietre diverse e le ristrutturazioni del passato

Creando connessioni fra territori separati, i ponti sono da sempre strutture strategiche, fondamentali per lo sviluppo economico e sociale. In molte aree, i ponti antichi vengono ancora utilizzati come nodi della rete viaria: aspetto, questo, che rende necessario un loro doppio monitoraggio. Le antiche strutture devono infatti essere in grado di sopportare le sollecitazioni a cui il traffico odierno le sottopone, e al tempo stesso vanno salvaguardate come parte integrante del patrimonio storico e culturale.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Vigo ha recentemente monitorato lo stato di salute dei ponti della Spagna nord-occidentale con un metodo non invasivo. Questa non-invasività va segnalata, perché risponde alle specifiche raccomandazioni fatte negli anni recenti dall’Unesco e da altre organizzazioni impegnate nella tutela dei monumenti antichi, preoccupate che le indagini sul costruito potessero rivelarsi più dannose del dovuto. Nel caso in esame, il dipartimento di geotecnologia applicata ha combinato diverse tecnologie per svelare i segreti di oltre ottanta ponti ad arco in muratura, di età romana e medievale.
Gpr e lidar
Su una sorta di piccolo carrello sono stati posizionati Gpr e lidar. Il primo acronimo sta per ground penetrating radar e indica il georadar, uno strumento utilizzato in geofisica che si basa sull’analisi delle riflessioni di onde elettromagnetiche nel terreno per studiare il sottosuolo. Grazie al georadar è possibile leggere il sottosuolo fino ad alcuni metri di profondità, per ricavare sezioni del terreno esaminato. Lidar sta invece per Laser Imaging Detection and Ranging, ed è una tecnica di telerilevamento che permette di misurare le distanze calcolando il tempo che un impulso laser puntato contro un oggetto impiega a ritornare. Definendo un punto dopo l’altro, il lidar è in grado di creare mappature 3D dell’oggetto di estrema precisione.
Sorprese
I ricercatori di Vigo, come risulta dallo studio pubblicato su Journal of Bridge Engineering, hanno analizzato i dati di radar e laser con appositi modelli matematici per sondare l’eventuale fragilità strutturale dei ponti e vedere cosa si cela al loro interno. Le sorprese non sono mancate. Nel ponte romano di Segura, vicino a Piedras Albas, è stato possibile identificare incisioni rinascimentali in uno degli archi. Nel ponte di Lugo, invece, sono emersi interventi di restauro appartenenti a varie epoche. La diversa conduttività delle pietre, scoperta con il radar, ha evidenziato l’uso combinato di granito e scisto; altre modifiche del passato riguardano un crollo parziale avvenuto nel medioevo, ristrutturato secoli or sono. Secondo Mercedes Solla, coautrice della ricerca, la combinazione di queste tecnologie potrà essere utile agli ingegneri civili per pianificare strutture di questo tipo.

di Elisabetta Curzel  da corriere.it

Rispondi