Imagine Cup 2013 : turismo e sesso sicuro video

Turismo 2.0 e sesso sicuro, la sfida italiana all’Imagine Cup 2013

di Alessandro Sala

Più di 350 mila studenti in rappresentanza di quasi 200 Paesi in tutti e cinque i continenti. Due numeri che confermano l’Imagine Cup, la competizione  promossa da Microsoft tra gli studenti di tutto il mondo, come la principale gara di information technology a livello globale. E alle finali mondiali, che in questa 11esima edizione della manifestazione si svolgono a San Pietroburgo, l’Italia si presenta ben determinata con due diverse squadre, composte entrambe da studenti di varie provenienze. Sesso sicuro e turismo interattivo sono i filoni su cui puntano i nostri portacolori, con due applicazioni software che sfruttano in particolare i vantaggi offerti  dalla connessione in movimento e dalla sempre maggiore diffusione di tablet e smartphone, pur essendo utilizzabili anche da un normale pc.

Il progetto «SafeSex» è arrivato alle finali di San Pietroburgo dopo essere stato premiato a quelle nazionali disputate a maggio all’Università RomaTre .  Lo propone l’AtsTeam, una squadra che mette insieme  studenti della Campania e del Lazio. «E’ un programma nato quasi per gioco  – spiega il team leader Andrea Cesaro, affiancato da  Paolo Tagliaferri, Giuseppe Russo e Flavio Lambiase -. All’inizio abbiamo pensato ad una mappatura dei distributori di preservativi per consentire a chiunque di trovare velocemente quello più vicino a lui quando magari una serata volge ad un imprevisto lieto fine e non ci si è attrezzati per tempo». Poi però il progetto ha assunto una dimensione più ampia e si è focalizzato in particolare sulla divulgazione di contenuti medici e sulla creazione di un network di professionisti pronti a rispondere in chat ai dubbi degli adolescenti alle prese con le prime esperienze sessuali. I rischi che si corrono, le precauzioni da adottare, ma anche il dafarsi nel caso qualcosa non vada per il verso giusto.

Perché sì, la serata potrebbe anche volgere verso un lieto fine imprevisto, ma ancora più imprevisto potrebbe essere un incidente di percorso come la rottura del preservativo. O il «day after» di un rapporto non protetto. «Il nostro software consente anche di individuare le strutture di pronto soccorso e gli ambulatori ginecologici più vicini, oltre alle farmacie di turno dove dopo la visita medica potrebbe essere acquistata la pillola del giorno dopo – dice ancora Andrea -. E questo è utile anche e soprattutto quando ci si trova in una città diversa dalla propria, ad esempio durante una vacanza, e non si hanno punti di riferimento».

Di un modo nuovo di fare turismo si occupa invece «Ulixes», il progetto del TeamNameException, anche in questo caso un’equipe mista creata da quattro  studenti – Marco Rinaldi, Alessio Regalbuto, Luca Leone e Federico Tomasi – che vivono in diverse città: Catania, Roma e Milano. Che hanno sviluppato la loro applicazione lavorando via web. E che sempre via web, con le selezioni online svoltesi a livello internazionale, hanno conquistato l’accesso alla finalissima.

«Ulixes è un software che consente di vivere l’esperienza turistica in un modo completamente nuovo – sottolinea Marco, il capitano del gruppo -. Abbinando indicazioni stradali e informazioni turistiche e culturali ad una serie di quiz consentiamo ai nostri utenti di conoscere e divertirsi al tempo stesso». L’applicazione può avere un utilizzo anche didattico, se impiegata ad esempio da gruppi scolastici nel corso di una gita. E può essere utilizzata in abbinata ad un dispositivo Kinect – il device che ben conoscono i giocatori della Xbox360 che permette di giocare senza usare joystick o controler ma semplicemente utilizzando i movimenti del proprio corpo –  in punti informativi negli uffici del turismo o presso le stazioni dove la richiesta di informazioni non avviene più digitando su una tastiera o toccando lo schermo di un tablet ma semplicemente con dei movimenti delle braccia.

I due progetti italiani puntano ad ottenere buoni risultati. Non sarà semplice perché a San Pietroburgo sono arrivati solo gli 87 team più validi e quindi la sfida è particolarmente accesa. Tuttavia le due squadre sono fiduciose. Lo scorso anno, alle finali australiane,  il team italiano riuscì ad aggiudicarsi il premio speciale per le applicazioni a carattere medico-sanitario. E sempre con un software legato al tema della salute la squadra del Politecnico di Torino era riuscita nel 2006 a vincere il primo premio assoluto. «Un po’ ci speriamo – commenta Andrea Cesaro -. In ogni caso, già essere arrivati fin qui per noi è una vittoria. Perché comunque vada per noi questo è solo l’inizio. L’Imagine Cup è una bella manifestazione. Ma i nostri progetti sono nati per diventare qualcosa di concreto e conquistarsi uno spazio anche nella vita reale. Noi ci crediamo».

da seigradi.corriere.it

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