Categorie
Veneto

Il video in diretta del crollo di una casa a Belluno sopra Puos d’Alpago per la frana di Cornei

Crolla su se stessa la casa pericolante sopra Puos d’Alpago
La pioggia spinge la frana di Cornei e lo stabile implode. Il sindaco Dal Paos: «La stradina d’accesso rimane chiusa»

PUOS D’ALPAGO. La casa di carte. Quello stabile già pericolante da due piani più la mansarda di mattoni rossi, in cima a via Cansiglio è crollato su se stesso. Spinto alle spalle dalla frana della Val Turcana. Imploso alle 16 di ieri, dopo che alle 7 del mattino era venuta giù una prima parete e verso le 15 scricchiolii sempre più insistenti e sinistri avevano fatto pensare a un crollo imminente di tutto l’edificio. I tecnici di Provincia e Protezione civile, alcuni rappresentanti del Comune di Puos d’Alpago e anche gli addetti del cantiere di consolidamento della frana hanno visto accartocciarsi la proprietà di Renata Saviane, che incombeva non solo sulla strada comunale, ma anche sul giardino del vicino Tiziano Saviane, nel pianoro sopra Cornei, dove tutti portano in giro lo stesso cognome.
La strada di accesso, quella viuzza che si arrampica da via Monte Cavallo fino al numero civico 75 verso il Cansiglio, sfiorando la chiesetta rimane chiusa al traffico dei veicoli. Non c’è più il pericolo del caseggiato instabile, ma le condizioni del tracciato consigliano di non percorrerlo a bordo di mezzi motorizzati: «Ci sono delle pericolose gobbe sulla stradina», spiega il sindaco Michele Dal Paos, «ecco perché rimane valida un’ordinanza, che avevo firmato a suo tempo. Non esiste il bisogno di evacuare la popolazione residente, perché in realtà nell’area davanti alla frana non abita più nessuno: gli ultimi residenti erano stati fatti allontanare addirittura ai tempi dell’alluvione del 1966».
Non si può dire che il pericolo sia definitivamente passato, perché la frana è ancora lì che spinge e quel muretto di sostegno del pendio è sempre più inclinato, ma almeno il crollo della casa non ha provocato danni. Si tratterà solo di muovere i detriti: «Non è un intervento che abbiamo ancora preso in considerazione», riprende Dal Paos, «sarà un argomento, del quale discuteremo nelle prossime ore. Non è sicuramente un’emergenza quella di ripulire la zona, chiaro che si tratta di una proprietà privata, pertanto…».
Le cause sono già molto chiare. Non servono chissà che indagini, per capire le regioni di quello che è successo. Premesso che la Provincia di Belluno ha finanziato con 60 mila 818 euro un intervento urgente di consolidamento della frana. I lavori progettati da Rizieri Mezzomo e diretti da Mario Gaio si erano improvvisamente interrotti. Le condotte che dovrebbero canalizzare l’acqua erano adagiate sul prato: «Negli ultimi due giorni, lo smottamento si stava muovendo al ritmo di diversi centimetri al giorno. Nelle ultime ore, la situazione è precipitata: il crollo dello stabile è stato la prima conseguenza delle piogge . Prima o poi, purtroppo, questo è quanto doveva succedere. Di buono c’è che non ci sono stati danni alle altre proprietà o, peggio, alle persone che continuano a vivere lassù. Ripeto che la strada rimane chiusa, per evitare altre conseguenze».

di Gigi Sosso da corrierealpi.it

Rispondi