Il viaggio di Dave

Un trentatreenne abbandona tutto e si mette on the road in cerca del luogo perfetto
Le sue esperienze e i suoi consigli diventano un sito e un blog, già di culto
Viaggio in cerca di una casa l’avventura di Dave sul web

di BENEDETTA PERILLI

viaggiarePrimo settembre. È ora di ricominciare. Per quelli che non si accontentano di una dieta o di un abbonamento in palestra, ma vorrebbero ripartire da zero per soddisfare gli stimoli di rinascita dopo le vacanze, c’è qualcuno che può darvi dei consigli. Stanco della propria vita, oppresso da un contesto familiare non in linea con le sue aspirazioni, il 33enne Dave – su di lui non ci sono altre informazioni biografiche – parte quattro anni fa dal Portogallo alla ricerca della casa ideale. Nel suo “lungo viaggio verso casa” attraversa l’Europa, l’Africa e l’Asia e la straordinaria esperienza diventa un diario di viaggio online ricco di immagini, racconti e video.

Ogni paese è per Dave un banco di prova verso la ricerca del luogo perfetto e i mesi trascorsi si trasformano in una sorta di guida per chi è in fuga dalla propria vita. Insomma se il vostro proposito per l’autunno è quello di cambiare casa per trasferirvi in un paese più adatto a voi “The longest way home” è il punto di partenza ideale. Non ci sono sponsor a finanziare il lungo viaggio ma solo i risparmi della vita precedente, i ricavi della vendita dei beni posseduti e i soldi che di volta in volta Dave riesce a guadagnare nei paesi dove si trasferisce. Ogni spostamento è tracciato online e ogni esperienza raccontata sul blog. Nell’ultimo post Dave descrive l’emozione di assaggiare un marang, un frutto tipico della Filippine. È qui che l’uomo è approdato dopo oltre mille e cinquecento giorni di viaggio e una casa ancora da trovare.

Un’impresa che si è rivelata più ardua del previsto e che lo ha spinto, dopo un’iniziale rotta che doveva terminare in Cina, ad ampliare il percorso. “Molti credono che la casa sia uno stato mentale, non un luogo. Io non sono d’accordo – scrive sul sito – Perché? Non avere la sicurezza di una casa – ovvero nessuna famiglia e nessuna residenza – significa essere veramente soli. Non avere niente al quale aggrapparsi”. Parte da questi pensieri l’avventura di Dave. Il sito e il diario arrivano dopo, su consiglio dei tanti viaggiatori che incontra sul percorso che lo invitano a condividere le sue rotte, le sue scoperte e, perché no, anche i suoi giudizi sui luoghi visitati.

Nascono allora le sezioni viaggi e risorse. Dave spiega come arrivare da Sintra, in Portogallo, a Shanghai, in Cina; cosa mettere in valigia, come ottenere un visto, come aggiornare un blog, quali medicinali portare. Ma non solo. La sezione più preziosa del sito è sicuramente quella destinata alla recensione dei paesi. Elencate in ordine cronologico, dalla prima visitata all’ultima, le nazioni sono analizzate sotto più punti di vista: i luoghi memorabili, il cibo, le persone, le cose da fare e da non fare, il costo della vita ma soprattutto il potenziale abitativo. Alto per esempio in un paese come la Spagna, “grazie al clima, alla posizione e allo stile di vita. Peccato però per gli abitanti e per il tasso di disoccupazione”; basso per la Turchia “qui non ho trovato neanche la metà delle cose che cercavo. Ci sono i problemi con i curdi, gli attentati e anche le difficoltà con il visto”. Bello l’Iran, per alcuni versi simile all’Europa, ma impossibile per uno straniero; perfetta l’India, terra dove chiunque si sentirebbe a casa ma dove trovare un lavoro rappresenta un problema; assolutamente da escludere la Cina, problemi linguistici e violazioni dei diritti umani la rendono un luogo inaccessibile.

E il viaggio di Dave continua. Ultima tappa le Filippine dove è già fermo da diversi mesi. “Non avrei mai immaginato di trovarmi così bene qui – spiega – è un luogo ideale per ritirarsi e magari anche per morire”. E chissà se il suo lungo viaggio si fermerà proprio qui. Diventato quasi un personaggio da telefilm da seguire online e acclamato dai suoi assidui lettori, Dave in cambio garantisce un’interazione totale. Chiunque può scrivergli per avere informazioni, la risposta è garantita. Inoltre il progetto può essere supportato in vari modi. Oltre ad acquistare tramite Amazon libri, dvd e cd da lui consigliati – parte della vendita finisce nelle sue tasche – i lettori possono aiutarlo nella ricerca di lavoro, nuove amicizie, copertura sanitaria e sponsor. Ma Dave cerca anche un editore che voglia pubblicare il libro della sua vita e soprattutto, da non dimenticare, una casa. Così in un test chiede agli utenti di scegliere qual è secondo loro la sua casa ideale: i risultati si dividono equamente tra Europa e Australia, destinazione che potrebbe diventare la sua prossima tappa.

Rimangono però molti interrogativi su chi sia veramente Dave, da dove venga e quale sia il suo passato. Domande che gli utenti gli rivolgono così spesso da spingerlo a rispondere online. “Questo sito racconta di un viaggio e non di una persona. Non voglio diventare l’ennesimo che pubblica le foto che lo ritraggono. Voglio che il sito racconti un’idea, un viaggio e una risorsa”. Tutto quello che c’è da sapere su di lui è da cercare tra le righe del sito e la sua vita è rimessa nella mani dei lettori. “Se il blog non dovesse venire aggiornato per più di un mese vi prego di contattare la polizia dell’ultimo paese che mi ha ospitato”.

E se nei vostri viaggi doveste mai incontrare un uomo che indossa tanti bracciali al polso magari quello potrebbe essere Dave: ogni bracciale rappresenta un luogo da ricordare. “Mi fanno pensare ai posti che ho visitato, tutti cari nella mia memoria ma nessuno ancora da chiamare casa”.

da LA REPUBBLICA

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