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Il successo di Dragon apre la via del turismo spaziale

IN ORBITA LA NUOVA NAVETTA ‘DRAGON’:
“PORTERÀ I TURISTI SULLA LUNA”

ROMA – Lo spazio apre ai privati. E non si tratta di fantascienza. Per viaggiare a gravità zero non sarà più necessario fare gli estenuanti allenamenti e le diete speciali degli astronauti, ma basterà avere il portafoglio gonfio. Le porte dello spazio le ha aperte l’azienda privata californiana Space X alle 3.44 di ieri, quando ha lanciato in orbita da Cape Canaveral la capsula Dragon, a bordo del lanciatore Falcon 9.
L’erede dello Shuttle, ormai in pensione, è decollata sulla base di un accordo commerciale con la Nasa, per cominciare a far fruttare economicamente anche lo spazio. E c’è già chi pensa di organizzare il turismo spaziale e le lune di miele in orbita.
La capsula Dragon, che ha la forma di un tronco di cono altro 3 metri e dal diametro di 3,5 metri, è decollata con un carico di rifornimenti, con capacità di carico fino a 25 tonnellate, diretta alla stazione orbitante internazionale Iss, stazione che dovrebbe rimanere in funzione fino al 2038. E il suo viaggio durerà tre giorni. Dragon è riutilizzabile, e in futuro accoglierà a bordo sette astronauti, che con i sistemi di rientro attivo saranno in grado di «atterrare» morbidamente, e senza paracadute, sulla Luna e su Marte.
«Il lancio della capsula Dragon è un passo importante per portare uomini nello spazio – dice il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Enrico Saggese -, eliminando la dipendenza dai lanciatori russi». E con il lancio della navetta del futuro si apre l’era del turismo spaziale. «Immagino lune di miele in orbita», dice l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea Paolo Nespoli, commentando il lancio della capsula Dragon. «È un passo confrontabile ai primi voli intercontinentali all’inizio del secolo scorso – aggiunge l’astronauta italiano -. E nel giro di pochi anni mi aspetto che andare nello spazio sarà come comprare oggi un biglietto per New York». E i turisti spaziali si metteranno in fila per provare l’assenza di gravità e per poter vedere la Terra dallo spazio in tutta la sua bellezza.

Gianluca De Rossi da leggo.it

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