Il Sindaco Marino Salva l’unico lago naturale di Roma esproprio dell’area verde che sorge alle spalle della ex fabbrica tessile Snia Viscosa, sulla Prenestina

Ex Snia, la vittoria dei cittadini: salvo l’unico lago naturale di Roma
Da vent’anni il comitato di quartiere si batte per scongiurare una colata di cemento sul bacino. Ora il Campidoglio ha formalizzato l’esproprio dell’area verde che sorge alle spalle della ex fabbrica tessile Snia Viscosa, sulla Prenestina

Ex Snia, la vittoria dei cittadini: salvo l’unico lago naturale di Roma”Ho i brividi di gioia: siamo riusciti a estendere la lotta per la difesa del lago a tutta la città. E presto faremo un grande concerto nel parco per festeggiare la vittoria dei comitati cittadini che da anni si battono in difesa dell’ambiente”. Dopo la pubblicazione del brano “Il Lago che combatte”, che ha totalizzato 40mila visualizzazioni in due giorni su Youtube, Militant A, la voce degli “Assalti Frontali”, è quasi incredulo di fronte alla decisione del Campidoglio di formalizzare l’esproprio dell’area verde che sorge alle spalle della ex fabbrica tessile Snia Viscosa, sulla Prenestina, salvando in questo modo l’unico lago naturale di Roma. L’aula Giulio Cesare infatti, giovedì ha approvato lo stanziamento di 500mila euro per attrezzare il parco.

Il parco. “L’area apparteneva al costruttore Antonio Pulcini che voleva costruirci quattro grattacieli, ma grazie all’impegno di tutto il quartiere ora il lago è salvo  –  dice soddisfatto Marco, del Forum del Parco delle Energie – Adesso, entro il 5 agosto, attendiamo che il Comune inizi la perimetrazione dell’area per delimitare i confini del parco e che crei l’ingresso su via di Portonaccio, con il relativo cartello all’esterno. Per completare l’esproprio, il parco deve essere in costruzione entro il 14 agosto, il termine ultimo per realizzare la destinazione d’uso”.

Il lago. La vicenda legata al lago della ex Snia è piuttosto complessa e ha radici lontane nel tempo. L’unico bacino naturale di Roma è affiorato nel 1992, quando il costruttore proprietario del terreno acquistato due anni prima, ha iniziato l’edificazione di un centro commerciale. “Non appena le macchine hanno bucato il sottosuolo per gettare le fondamenta del gigante di cemento, hanno intercettato la falda dell’acqua bullicante. Gli operai per proscuigare il cantiere hanno iniziato a pompare l’acqua nelle rete fognaria, ma a fronte di un grosso acquazzone è esploso il collettore. Il quartiere si è allagato e così si è formato il lago.  Il 22 maggio 1992 poi, un decreto regionale ha disposto l’annullamento della concessione edilizia. Decisione che sarà poi confermata da una sentenza del Consiglio di Stato, che nel 2007 ha respinto il ricorso del costruttore”.

di LUCA MONACO da repubblica.it

 

Le foto 1 2 7 8 sono di giordano pennisi-prese da www.scattomancino.com

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